La fine dell'emergenza coronavirus è ancora lontana. Le misure restrittive sembrano funzionare, ma anche quando i contagi caleranno e si sarà superato il picco, non si potrà tornare subito alla normalità: i provvedimenti di chiusura del governo, dalla sospensione delle lezioni, allo stop degli spostamenti, dovranno per forza essere prorogati: "Abbiamo evitato il collasso del sistema, le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo un picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima. Al momento non è ragionevole dire di più, ma è chiaro che i provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza": queste le parole del premier al Corriere della Sera.

Conte torna quindi a chiedere ai cittadini di usare il buonsenso e continuare a rispettare le disposizioni delle autorità. E avverte che, seppur al momento non siano in piano nuove restrizioni, il governo è pronto ad approvarle nel caso questo si rivelasse necessario: "Bisogna usare il buonsenso e agire tutti con la massima consapevolezza, le sanzioni penali per chi trasgredisce ci sono e verranno applicate in modo severo e sono d’accordo con quei sindaci che hanno chiuso anche le ville e i parchi, una cosa è fare attività sportiva un’altra è trasformare i luoghi pubblici in punti di assembramento, cosa inammissibile. Al momento non sono previste altre misure restrittive di largo respiro, ma se non saranno rispettati i divieti dovremo agire".

La riunione di Conte con i ministri

Questo è quanto emerso dalla riunione di ieri sera a Palazzo Chigi tra Conte e i ministri, alcuni collegati in videoconferenaza. Un incontro per attuare il prima possibile le misure approvate con l'ultimo decreto, il Cura Italia, che ha messo in campo 25 miliardi di euro per affrontare l'emergenza coronavirus.

"Noi siamo più che soddisfatti di tutti i passi compiuti sino ad ora, passi che si sono ispirati ad almeno quattro principi: trasparenza, perché non nascondiamo nulla ai cittadini, e chi lo fa in altri Paesi rischia di pentirsene amaramente; massimo rigore, perché non abbiamo sottovalutato nulla e assunto sempre gli scenari peggiori come indicatori; adeguatezza delle misure e infine proporzionalità, senza la quale gli italiani, abituati ad un grande individualismo e a radicate libertà civili, non avrebbero retto, visto che non siamo in Cina e non viviamo in uno Stato centralizzato".

Conte sottolinea anche come il governo nel prendere le decisioni, dalla chiusura delle scuole al lockdown totale del Paese, abbia sempre considerato "determinante il parere degli scienziati, i migliori sul mercato e di cui ci stiamo avvalendo, visto che non rincorriamo i sondaggi ma abbiamo in qualche modo, doverosamente, ceduto il passo alla comunità scientifica, che in alcuni momenti della storia può anche guidare le decisioni politiche".

Un altro decreto potrebbe presto arrivare, una nuova iniezione di liquidità nel Paese per sostenere l'economia messa in ginocchio dalla pandemia. "Ci stiamo lavorando giorno e notte nonostante l’emergenza, sarà un’opera di sblocco di investimenti pubblici mai vista prima, per alcune decine di miliardi di euro, basti pensare a quello che hanno al momento bloccato due stazioni appaltanti come Anas e Rfi, non so dire al momento se saranno 50 o 70 o 100 miliardi di euro, ma di sicuro sarà il più grande provvedimento degli ultimi decenni in termini di semplificazione delle procedure e degli investimenti, una cosa che nessuno ha mai realizzato prima e di cui l’Italia ha un bisogno quasi disperato, oggi più che mai per immaginare almeno una ripresa robusta dopo la crisi da coronavirus, e per trasformare questa crisi in una virtù. Sarà la migliore reazione possibile che potremo dare ai mercati, un’accelerazione mai vista prima negli investimenti pubblici, un provvedimento molto forte su cui spero ci sarà la larga convergenza di tutte le forze politiche", anticipa il premier.

E poi conferma le indiscrezioni di stampa per cui potrebbe concretizzarsi la possibilità di mettere mano al quadro normativo che regola il golden power, cioè il potere statale di bloccare alcuni investimenti esteri. Uno stop che potrebbe arrivare nel caso tali investimenti vadano a intaccare asset italiani considerati strategici: ora si pensa di considerare strategiche tutte le imprese e le banche quotate alla Borsa di Milano. "Stiamo studiando il provvedimento, di sicuro non consentiremo a nessuno di approfittare di un momento di debolezza del nostro Paese", rassicura Conte.