Covid 19

Calenda è in quarantena: “Chi viene da zone a rischio non può andare a Europarlamento”

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“Attualmente sono in quarantena per due settimane, come i deputati italiani del Nord, ma io ho fatto un evento a Padova e quindi conta anche questo. Gli eurodeputati che sono stati in zone a rischio in certe regioni italiane non vanno all’Europarlamento”: così Carlo Calenda, deputato europeo e leader di Azione, annuncia di essere in quarantena. Anche al Parlamento europeo si fanno quindi sentire gli effetti della diffusione del coronavirus. Ma cerchiamo di capire quali sono effettivamente le misure messe in campo a Strasburgo.

Carlo Calenda, eurodeputato e leader di Azione, è in quarantena a causa dell'emergenza coronavirus: "Attualmente sono in quarantena per due settimane, come i deputati italiani del Nord, ma io ho fatto un evento a Padova e quindi conta anche questo", ha detto Calenda in diretta da Un Giorno da Pecora su Rai Radio1. Che poi spiega: "Gli eurodeputati che sono stati in zone a rischio in certe regioni italiane non vanno all’Europarlamento: la settimana scorsa non c’era la riunione e non andranno anche questa settimana".

Ieri anche il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, è intervenuto sulle misure di precauzione messe in campo contro il coronavirus. "Non vogliamo che il Parlamento si blocchi. Ecco perché intorno all'attività legislativa e propriamente parlamentare non vogliamo che ci siano delle condizioni che possano mettere a rischio tutto questo. Vogliamo partecipare con gli altri ad affrontare un'emergenza che riguarda i nostri cittadini, e sappiamo che come avviene in tutti i Paesi questo preveda delle misure che devono essere rispettate", ha detto Sassoli nella conferenza stampa in cui si sono appunto illustrate le disposizioni di precauzione adottate a Strasburgo. Anche al Parlamento europeo si fanno quindi sentire gli effetti della diffusione del Sars-Cov-2. Ma cerchiamo di capire quali sono effettivamente le misure messe in campo dall'Unione europea per evitare i casi di contagio.

Gli eventi cancellati all'Europarlamento

Il Parlamento europeo, tuttavia, ha in effetti cancellato alcuni eventi (di cui la lista completa è consultabile qui) tra cui alcuni seminari, visite degli studenti e mostre culturali. "Salvo quanto diversamente specificato, gli organi di governo del Parlamento, le riunioni plenarie, ordinarie e straordinarie delle commissioni e i gruppi politici non devono essere limitati nella loro capacità di funzionare normalmente", anche se non si prevede la presenza di visitatori o rappresentanti di interessi, a meno che non siano specificatamente invitati come relatori. "Le riunioni plenarie del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo nei locali del Parlamento restano possibili alle stesse condizioni", si legge ancora nel comunicato.

Annunciando l'introduzione di misure precauzionali contro la diffusione del coronavirus, Sassoli ha quindi spiegato di "limitare l'accesso dei visitatori al Parlamento", che normalmente riceve circa 700mila visitatori all'anno. "Con lo stesso spirito, annulleremo 130 eventi come mostre o conferenze esterne programmate per le prossime settimane nei locali del Parlamento. Per quanto riguarda l'amministrazione e il personale del Parlamento, chiediamo a tutti coloro che hanno visitato una delle aree interessate o sono stati in contatto con una persona infetta di lavorare da casa e monitorare attentamente il proprio stato di salute. Si consiglia ai membri del Parlamento di applicare lo stesso principio di responsabilità", ha proseguito Sassoli. Per poi concludere: "Il Parlamento ha il dovere di mantenere il proprio lavoro legislativo. Saranno pertanto sostenute attività come la prossima sessione plenaria, le riunioni dei comitati, la Conferenza dei presidenti e il lavoro dell'ufficio del presidente".

Le misure precauzionali

A fine febbraio, il questore dell'Europarlamento aveva consigliato di rispettare una quarantena di 14 giorni agli eurodeputati che nelle ultime due settimane erano stati nelle aree a rischio, tra cui quattro Regioni del Nord Italia: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Nel documento del Parlamento europeo si legge:

Ai membri del Parlamento europeo che abbiano viaggiato in una delle aree a rischio negli ultimi 14 giorni si raccomanda di osservare le seguenti misure.

A.  Se stai bene e non hai avuto contatti con una persona infetta da coronavirus:

  • rimani a casa in isolamento e non venire al Parlamento (nemmeno al servizio medico): puoi usare i servizi informatici forniti dal Parlamento per rimanere in contatto con il tuo ufficio
  • tieni sotto controllo la tua salute misurandoti la febbre due volte al giorno per 14 giorni: se sviluppi dei sintomi fai riferimento al paragrafo B qui di seguito
  • se a 14 giorni dal tuo ritorno non hai riscontrato alcuni sintomi, ti consigliamo di metterti in contatto con il tuo medico di base per ricevere il nulla osta

B.  Se hai avuto contatti con una persona infetta da coronavirus, o se. hai sviluppato dei sintomi:

  • mettiti urgentemente in contatto con il tuo medico di base
  • in caso di emergenza medica chiama il 112
  • informa sempre sui tuoi viaggi recenti e non presentarti in ospedale senza aver prima avuto un contatto telefonico; quando arrivi in ospedale chiedi di poter aspettare in una stanza separata, non attendere nella sala d'attesa con altre persone
  • non venire in ufficio finché non avrai ricevuto il via libera dal medico di base

Inoltre, come regola generale, si segnalava di rimanere a casa in caso di malattia. "Le misure preventive di cui sopra sono consigliate solo ai membri che hanno visitato negli ultimi 14 giorni uno dei Paesi / Regioni sopra elencati. Questo elenco può essere aggiornato a seconda dei casi. Le misure si applicano anche al personale del Parlamento, compresi gli assistenti dei deputati", si legge ancora nel comunicato.

Nella nota diffusa ieri, invece si specifica che "l'accesso agli edifici del Parlamento europeo è negato alle persone che hanno visitato negli ultimi 14 giorni le regioni indicate". Una restrizione che "cessa di applicarsi rispettivamente quattordici giorni dopo la loro data di rientro dalle aree indicate in tale elenco nel caso in cui non si siano manifestati sintomi della malattia durante questo periodo". Inoltre, l'accesso è anche negato a coloro che "sono stati in contatto con una persona la cui infezione con il nuovo virus è stata confermata e che non hanno ancora ricevuto conferma da parte di un medico che non sono infetti".

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