Conti spiati di Meloni e Mattarella, chiuse indagini sui dossieraggi: ex dipendente di banca verso il processo
Spiava tra gli altri i conti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La Procura d Bari ha notificato l'avviso di conclusione indagini preliminari nei confronti del 54enne Vincenzo Coviello, ex dipendente di Intesa Sanpaolo già addetto della sede Agribusiness di Bisceglie, accusato di aver spiato oltre 3.500 correntisti dell'istituto fra cui alte cariche dello Stato.
Oltre ai già citati Meloni e Mattarella, sono stati spiati i conti di alcuni ministri come il titolare della Difesa, Guido Crosetto, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, oltre a altri personaggi del mondo della politica, dello spettacolo e dello sport. L'ufficio diretto dal Procuratore, Roberto Rossi, ha notificato all'indagato l'atto che prelude a una richiesta di processo.
Le accuse all'ex dipendente di Intesa Sanpaolo Vincenzo Coviello
A Coviello sono contestati i reati di accesso abusivo a sistema informatico o telematico (aggravato dalla circostanza che l'infrastruttura bancaria colpita è inserita nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica), di procacciamento illecito di notizie concernenti la sicurezza dello Stato e "plurime e sistematiche violazioni della normativa a tutela della privacy, per aver effettuato il trattamento illecito e la potenziale diffusione di dati personali altamente sensibili", come si legge in una nota dei carabinieri.
L'inchiesta, condotta insieme alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, avrebbe svelato un sistema illecito durato "per anni", almeno a partire dal 2020, nel "silenzio". L'indagato avrebbe sfruttato le proprie credenziali operative e mansioni aziendali per mettere in piedi un "monitoraggio occulto, sistematico e prolungato" violando i dati sensibili e finanziari di ben 3.572 clienti della banca.
Le indagini sono durate oltre due anni, come ricostruito dagli inquirenti anche altri sette dipendenti dell'istituto si sarebbero macchiati degli stessi reati contestati a Coviello. Queste condotte seppur caratterizzate da una "minore offensività, frequenza ed entità" hanno comunque mostrato una "preoccupante vulnerabilità al fascino della curiosità illecita o del dossieraggio".
La posizione di questi sette indagati, spiegano i carabinieri in una nota, "è stata formalmente stralciata e i relativi fascicoli già trasmessi per competenza alle altre sedi giudiziarie dislocate sul territorio nazionale".
Coviello ha adesso 20 giorni di tempo per replicare alle accuse, chiedendo ai pm baresi di essere interrogato o depositando memorie a sua difesa. Scaduto questo periodo la Procura può chiedere la richiesta di rinvio a giudizio.
Da dove parte il caso spionaggio
L'indagine dopo la denuncia di un correntista formalizzata nel luglio 2024, dopo che al cliente era stato notificato un accesso anomalo ai dati del proprio conto. Le indagini successive, anche interne all'istituto, hanno poi permesso di verificare le migliaia di accessi effettuati da Coviello sui conti sia di personalità pubbliche che di privati cittadini. Sono stati acquisiti e analizzati i log di sistema e dei tracciati informatici dell'istituto di credito, dati che hanno permesso agli inquirenti di ricostruire nel dettaglio la rete delle intrusioni.
I fatti si sarebbero verificati in modo più intenso dal 2018 al 2023 (in un caso nel 2011). Il bancario si sarebbe procurato notizie che, nell'interesse della sicurezza dello Stato, o comunque nell'interesse politico, interno o internazionale dello Stato, dovevano rimanere segrete. Dalle indagini è emerso che in 460 giornate, tra il 21 febbraio 2022 e il 24 aprile 2024, Coviello avrebbe effettuato un totale di 6.573 accessi e interrogazioni abusive sui rapporti bancari di oltre 3.500 clienti di 685 filiali di Intesa San Paolo.
Al termine di un procedimento disciplinare, il dipendente è stato licenziato dalla banca nell'agosto 2024. "Gli accertamenti minuziosi condotti dalla polizia giudiziaria – si legge nella nota diffusa dai carabinieri – hanno disvelato uno scenario di assoluta gravità, caratterizzato dalla natura compulsiva e reiterata degli accessi abusivi, moltiplicatisi in maniera quasi ossessiva su una vastissima platea di soggetti. Un'attività illecita protrattasi nel silenzio per anni: le indagini hanno infatti permesso di accertare che il fenomeno ha avuto inizio a partire dal gennaio 2020 e si è protratto, in maniera costante, sino alla fine di aprile 2024".
"L'acquisizione di questi dati sensibili ha esposto a grave rischio non solo il diritto alla riservatezza dei singoli, ma la stessa sicurezza delle istituzioni democratiche".
Di chi sono i conti spiati da Coviello
Tra le personalità politiche e istituzionali controllate illecitamente, risultano Sergio Mattarella, Giorgia Meloni, Mario Draghi, Luigi Di Maio, Guido Crosetto, Ignazio La Russa, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Ignazio Visco, Giuliano Amato, Maria Stella Gelmini, Daniela Santanchè, Mara Carfagna, Marta Fascina, Vittorio Sgarbi, Enrico Letta, Umberto Bossi, Francesco Boccia, Carlo Calenda, Raffaele Fitto, Vittoria Baldino, Augusta Montaruli,
Per alcuni sarebbe stato registrato un solo accesso, per altri invece sono stati accertati più accessi nel corso del tempo. Come nel caso del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, i cui dati sarebbero stati spiati in tre occasioni tra 2021 e 2022.