Parla, pur senza citarlo, di rimpasto. Parla di patto di fine legislatura, pur non dicendo con chi. Parla di legge elettorale proporzionale. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante le sue comunicazioni sulla crisi di governo alla Camera ha disseminato il discorso di richiami – più o meno espliciti – alle forze attualmente all’opposizione. Ma non a tutte. La ricerca dei costruttori, o responsabili che dir si voglia, sembra proseguire anche in Aula a Montecitorio. Il messaggio di Conte sembra arrivare dritto e chiaro, soprattutto a tanti parlamentari di Italia Viva, centristi e anche di Forza Italia. Il presidente del Consiglio parla, non a caso, di “convergenza” tra tutte le forze “riformatrici”.

Un appello ai costruttori, di cui traccia anche un chiaro profilo: liberali, popolari e socialisti, andando a guardare le famiglie europee di appartenenza. Se il richiamo ai socialisti – considerando che è il gruppo europeo del Pd – è quasi scontato, lo stesso non si può dire per gli altri due. Il messaggio rivolto ai liberali e ai popolari può far pensare a un appello ai centristi, all’Udc, ai moderati di centrodestra (Forza Italia e Silvio Berlusconi rivendicano con orgoglio la loro appartenenza alla famiglia dei popolari europei), ma anche a chi vuole lasciare Italia Vita – in Europa vicina ai liberali – per tornare ad abbracciare la maggioranza.

Il richiamo agli europeisti volonterosi

Conte sembra rivolgersi alla cosiddetta maggioranza Ursula, quella che in Ue ha eletto Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea. Un messaggio europeista quello di Conte, lanciato “contro le derive nazionaliste e le logiche sovraniste”. Il presidente del Consiglio parla di “volenterosi”, di “tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”. E dice chiaramente che chiunque voglia aggregarsi a questo progetto deve avere una solida base europeista. “Aiutateci”, è il suo chiarissimo appello. La vocazione europeista del governo può e deve passare – secondo Conte – anche per un “arricchimento di questa alleanza, acquisendo anche il contributo politico di formazioni che si collocano nelle migliori e più nobili tradizioni europeiste: socialisti, popolari, liberali”.

Le riforme promesse da Conte: la legge elettorale proporzionale

Un altro passaggio chiave che sembra rivolto soprattutto a Forza Italia (ma anche al Pd) è quello sulla legge elettorale, con una riforma proporzionale. Per gli azzurri il messaggio è chiaro: andare al voto senza la necessità di rientrare sotto l’alleanza sovranista guidata da Lega e Fratelli d’Italia. Liberarsi dai sovranisti con una nuova legge elettorale che, per esempio, al contrario di quella attuale non ha i collegi uninominali che richiedono un’alleanza per aumentare le possibilità di aggiudicarseli. Il proporzionale è gradito anche dal Pd e dall’Udc. Un messaggio trasversale, quindi.

Conte ringrazia l’opposizione e strizza l’occhio a Udc e Fi

Il presidente del Consiglio nel suo discorso ha più volte attaccato Italia Viva, ma al contrario ha ringraziato le opposizioni. Anche questo sembra un messaggio rivolto a Forza Italia, che più volte è stato il partito che maggiormente ha tentato di collaborare con la maggioranza durante l'emergenza sanitaria. “Non avremmo potuto affrontare tutto questo se non ci fosse stata condivisione,  collaborazione e responsabilità in ciascuna forza politica. Responsabilità anche delle forze di opposizione. Anche grazie a questo dialogo con le forze di opposizione abbiamo potenziato le misure di sostegno per i lavoratori autonomi, le partite Iva”, dice riferendosi alle misure messe in campo durante l’emergenza Covid-19. Probabilmente l’intenzione di Conte non è quella di far entrare Forza Italia nella maggioranza, obiettivo invece plausibile – ma molto complicato – per l’Udc. Sembra più probabile che il presidente del Consiglio voglia ottenere un sostegno da Fi quando necessario, come potrebbe avvenire per esempio per lo scostamento di bilancio. Un accordo di non belligeranza, quantomeno. Peraltro proprio i deputati azzurri in Aula hanno detto che non diranno sì alla fiducia ma che sono disposti a votare alcuni provvedimenti necessari, proprio come lo scostamento di bilancio.