Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato che a settembre il governo presenterà un Recovery Plan per l'Italia, anche alla luce delle consultazioni di questi giorni agli Stati generali. Un altro passaggio è quello del Consiglio europeo del prossimo 19 giugno, in cui si discuterà del Next Generation Eu, il piano della Commissione Ue per far fronte alla crisi economica innescata dalla pandemia di coronavirus. Tenendo un'informativa alla Camera dei deputati, Conte ha spiegato che i capi di Stato e di governo dell'Unione si riuniranno in un vertice che sarà meramente "consultivo", in quanto "manca ancora la proposta formale del presidente del Consiglio Ue Charles Michel". Tuttavia, ha sottolineato, nel frattempo "è già stata avviata un'ampia consultazione con tutte le forze politiche, produttive, sociali e culturali del Paese per elaborare un piano di rilancio da cui successivamente potrà essere ricavato il più specifico recovery plan che l'italia presenterà a settembre".

Conte ha quindi assicurato che, una volta che il programma sarà definito, andrà "doverosamente in Parlamento per riferire dei suoi contenuti pronto a raccogliere proposte e suggerimenti". In seguito al suo intervento, tuttavia, l'opposizione ha accusato il presidente del Consiglio di aver escluso il Parlamento nel processo decisionale. "Abbiamo votato 80 miliardi di scostamento di bilancio come centrodestra. Le abbiamo dato le risorse perché il suo governo potesse fare politica economica, non possiamo essere tacciati di irresponsabilità. Ma non abbiamo ottenuto niente in cambio e il Paese non ha ottenuto la coesione che si aspettava", ha commentato Renato Brunetta, intervenendo per Forza Italia. Brunetta ha quindi avvertito che a settembre sarà troppo tardi: "È adesso il momento del piano nazionale delle riforme, che dovevate presentare ad aprile insieme al Def su cui avete avuto la deroga parziale dell'Unione. Settembre è troppo tardi, il Paese non ce la fa", ha proseguito il deputato azzurro. "Adesso serve il piano nazionale delle riforme, in Parlamento e non a Villa Pamphilj. Non settembre, oggi! Subito!", ha poi concluso.

Le critiche sono arrivate anche dalle altre due forze politiche: i deputati di Fratelli d'Italia non si sono presentati in Aula per l'intervento di Conte, spiegando che si tratta di una forma di protesta dal momento che non è stato previsto un voto sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. "Durante la guerra contro il Covid Fratelli d'Italia non ha mai disertato. Ma oggi i banchi i nostri banchi sono vuoti qui al Senato come alla Camera. Restiamo fuori dall'Aula in segno di protesta, contro la prepotente imposizione di modificare il calendario dei lavori in Aula", ha spiegato la senatrice Isabella Rauti. "Il re è nudo: lei partecipa al Consiglio europeo senza un mandato parlamentare", prosegue rivolgendosi direttamente a Conte. La Lega, invece, ha abbandonato Montecitorio subito dopo l'intervento del capogruppo, Riccardo Molinari.