"Non ho sentito nessuno di Iv ma considerate che eravamo prima in riunione a palazzo Chigi e poi sono partito per venire qui: ma le mie porte sono aperte" Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla Conferenza per il Sud, replicando a Matteo Renzi, e spiegando che l'ipotesi di un Conte ter non è all'orizzonte. Anche se dopo le dichiarazioni del leader di Italia di ieri la crisi di governo sembrava a un passo, per l'impossibilità di trovare una posizione comune sul nodo prescrizione.

"Io ho la responsabilità di governo e ho chiesto la fiducia per realizzare un programma. Che senso avrebbe lavorare ad un Conte ter?", ha ribadito il presidente del Consiglio. "La politica che ci piace offre un lavoro di squadra, un lavoro operoso ed un impegno sincero ed autentico che non si fa distrarre dalle polemiche, che offre leale e piena collaborazione con gli stakeholders e che è sempre votato al bene comune". 

"Renzi? Che ha detto Renzi del Sud? Non ha detto niente? Cosa c'è di più importante oggi come notizia di un piano decennale per il Sud?". Poi rivolgendosi alla stampa presente ha spiegato: "Non volevo essere offensivo, dobbiamo rispettare anche il ruolo della stampa ma da questo applauso spontaneo tutti noi dobbiamo, politici e stampa, afferrare quella che è la concretezza dell'attività politica. È facile riempire un articolo del giornale con un'uscita polemica, più difficile riempirla di contenuti. Dobbiamo impegnarci tutti di più, anche noi politici ad offrivi concretezza".

Poi ha continuato: "I cittadini dalla politica vogliono questo, la risposta è qui, non nelle polemiche. Orizzonti futuri non mi appartengono".

"Se Mi fido di Renzi? Io mi fido del programma che abbiamo e del fatto che ci siano forze di governo che si assumono la responsabilità di camminare insieme. Io non ho alcun problema con Renzi come con gli altri. Non è nel mio carattere: se devo lavorare per realizzare il programma ho una tale responsabilità politica giuridica e morale che metto da parte ogni personalismo: lo metto da parte chiunque sia il mio compagno di viaggio".

Ieri sera gli esponenti di Italia viva hanno deciso di non partecipare al consiglio dei ministri, in cui è stato approvata la riforma del processo penale, oltre al cosiddetto lodo Conte bis. Nella mattinata di ieri Matteo Renzi aveva scritto su Facebook questo post: "Pd e Cinque Stelle hanno la stessa posizione sulla giustizia. Pur di fare un'alleanza strategica i dem rinunciano al garantismo. Noi invece no: noi non accetteremo mai il giustizialismo che è la forma peggiore di populismo. La posizione del Lodo Conte è incostituzionale secondo i principali esperti. Cercheremo di cambiarla in Parlamento prima che venga bocciata dalla Corte Costituzionale come già avvenuto in settimana alla Legge Bonafede. Questa per noi è una battaglia culturale. Non molleremo di un solo centimetro.

"Il Pd ha scelto di seguire i grillini", aggiungendo inoltre che quello sarebbe stato l'ultimo post sulla prescrizione. "Adesso che la posizione è chiara, parliamo di tasse, di cantieri, di crisi aziendali. L'Italia rischia una crisi economica devastante, il governo deve cambiare passo. Se il Premier vuole cacciarci, faccia pure: è un suo diritto! E Conte è il massimo esperto nel cambiare maggioranze. Se invece vogliono noi, devono prendersi anche le nostre idee. Alleati, non sudditi. Trovo il tono di Conte sbagliato, ma ai falli da dietro del premier rispondiamo senza commettere falli di reazione. In politica c'è chi guarda i sondaggi e punta alla simpatia e chi guarda i dati ISTAT e punta alla crescita, al PIL, alla fiducia delle imprese. Se hanno pronto un Conte Ter senza di noi, prego, si accomodino. Noi pensiamo all'Italia e teniamo alte le nostre battaglie".