Si è concluso il vertice in videoconferenza del Consiglio europeo. I capi di Stato e di governo dell'Unione europea si sono riuniti per valutare il piano economico comunitario di risposta alla crisi innescata dalla pandemia di coronavirus. Presenti anche i presidenti della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, della Banca centrale europea, Christine Lagarde, e dell'Eurogruppo, Mario Centeno, oltre che all'Alto rappresentante Josep Borrell. La riunione, la quarta dall'inizio dell'emergenza coronavirus, arriva dopo che i ministri delle Finanze europei avevano messo sul tavolo di discussione un pacchetto formato da quattro proposte, tra cui il fondo Sure, il potenziamento della Bei, il ricorso al Mes e al Recovery Fund.

Via libera al Recovery Fund

I leader dell'Unione hanno deciso di dare il via libera a questo pacchetto di proposte, rimettendo alla Commissione il mandato di analizzare il fabbisogno del Recovery europeo per sostenere la ripresa dopo la crisi pandemica: lo ha confermato il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel in conferenza stampa. Il fondo sarà legato al bilancio pluriennale dell'Ue: Michel lo ha definito "urgente e necessario".

La presidente della Commissione von der Leyen ha sottolineato che molti Paesi non hanno ancora raggiunto il picco: tuttavia l'impatto economico, ha proseguito, è talmente grave da richiedere un'azione immediata. "Alcuni Paesi sono stati colpiti più duramente, e se non agiamo ora le differenze tra gli Stati membri aumenteranno. Sappiamo che il Pil crollerà in tutta l'Unione, ma sicuramente in alcuni settori e in alcuni Paesi questo calo sarà più grave. Dobbiamo rispondere con unità: la risposta dovrà per prima cosa riparare i danni della crisi, per poi occuparsi della ripresa, guardando a un futuro verde e tecnologico. Credo che la risposta dovrà venire dal budget europeo: dobbiamo potenziarlo per rispondere alla crisi". E ha concluso:"Dobbiamo proteggere l'integrità del mercato unico e dell'Unione: se avremo successo ogni centesimo speso ne sarà valsa la pena".

La reazione di Giuseppe Conte

"L'emergenza sanitaria è diventata molto presto emergenza economica e sociale. Ma noi ora stiamo affrontando anche un'emergenza politica", ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il vertice. Per poi aggiungere: "Dovremmo rivedere il concetto di altruismo non solo nel senso di altruismo ma anche nel senso di un concetto meno romantico, quello della ‘comunità di interessi': noi stiamo lavorando per preservare il mercato interno e in questa prospettiva non ci sono differenze tra Nord e Sud dell'Europa". Conte ha quindi sottolineato che l'ammontare del Recovery Fund dovrebbe essere pari a 1.500 miliardi "e dovrebbe garantire ai Paesi membri trasferimenti a fondo perduto, che sono essenziali per preservare i mercati nazionali, parità di condizioni, e per assicurare una risposta simmetrica a uno shock simmetrico".

In seguito, con un post su Facebook, Conte ha commentato: "Grandi progressi, impensabili fino a poche settimane fa, all’esito del Consiglio Europeo appena terminato. Un lungo percorso, avviato con la nostra iniziativa e con la lettera dei 9 Paesi Membri, oggi segna una tappa importante: i 27 Paesi riconoscono la necessità di introdurre uno strumento innovativo, da varare urgentemente, per proteggere le nostre economie e assicurare una ripresa europea che non lasci indietro nessuno, preservando, per questa via, il mercato unico".

Conte ha poi annunciato che la Commissione in questi giorni sarà al lavoro per presentare il prossimo 6 maggio il Recovery Fund "che dovrà essere di ampiezza adeguata e dovrà consentire soprattutto ai Paesi più colpiti di proteggere il proprio tessuto socio-economico".