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Bari, condanna storica per Casapound: 12 militanti colpevoli per riorganizzazione del partito fascista

Dodici condanne nel processo Casapound a Bari per riorganizzazione del partito fascista e aggressione “squadrista”, in una sentenza storica che riafferma l’applicazione della legge Scelba contro la manifestazione di ideologie fasciste.
A cura di Francesca Moriero
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Nell'aula del Tribunale di Bari è arrivata una sentenza storica. Non soltanto per le condanne, dodici militanti di CasaPound riconosciuti colpevoli, per l'aggressione del 21 settembre 2018, ma per il principio che quest'ultima afferma: la violazione degli articoli 1 e 5 della legge Scelba, cioè la riorganizzazione del disciolto partito fascista e la manifestazione fascista, contestata e riconosciuta come tale nei confronti degli esponenti del gruppo neofascista. Una decisione che riporta al centro una domanda mai del tutto sopita nella storia repubblicana: dove finisce la nostalgia del passato e dove comincia la riaffermazione organizzata di un'ideologia vietata dalla Costituzione.

I fatti del 21 settembre 2018

I fatti risalgono al 21 settembre del 2018, nel quartiere Libertà. Bari in quei giorni è ancora attraversata dalle tensioni seguite alla visita dell'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini, contestata da un corteo antirazzista organizzato pochi giorni prima. In serata, un gruppo di manifestanti antifascisti sta rientrando quando, secondo la ricostruzione della Procura, viene aggredito nei pressi del circolo "Kraken", sede barese di CasaPound in via Eritrea. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dalla Digos, documentano una sequenza di violenza rapida e brutale: sfollagente, un manubrio da palestra usato come arma, manganelli telescopici, cinture, calci e pugni. Un'azione che negli atti viene definita "squadrista", compiuta, si legge nei capi di imputazione "in esecuzione di un disegno criminoso giustificato dall'ideologia fascista".

Tra le persone colpite ci sono l'allora europarlamentare di Rifondazione comunista Eleonora Forenza e il suo assistente Antonio Perillo, Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista e Claudio Riccio di Sinistra Italiana. Con loro si costituiscono parti civili anche l'ANPI, Rifondazione Comunista, il Comune di Bari e la Regione Puglia. Davanti al tribunale, il giorno della sentenza, un presidio antifascista attende il dispositivo: in aula è presente il segretario nazionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo. Il circolo Kraken, teatro dell'aggressione, è chiuso da allora.

Le 12 condanne ai militanti baresi di Casapound

Il Collegio giudicante ha condannato così dodici imputati per riorganizzazione del partito fascista e manifestazione fascista, disponendo per tutti la privazione dei diritti politici per cinque anni. Sette di loro, ritenuti gli autori materiali del pestaggio, sono stati riconosciuti colpevoli anche di lesioni personali. Le pene sono: un anno e sei mesi per cinque imputati; due anni e sei mesi per gli altri sette. Gli imputati sono stati anche condannati al risarcimento delle parti civili; le motivazioni saranno depositare entro novanta giorni.

È una sentenza che arriva a oltre sette anni dai fatti e che si inserisce in un dibattito mai pacificato sull'applicazione della legge Scelba, la norma che dal 1952 dà attuazione proprio al divieto costituzionale di ricostituzione del partito fascista. In questo caso, secondo l'accusa accolta dal tribunale, non si sarebbe trattato soltanto di un episodio di violenza politica, ma dell'espressione di un metodo e di una simbologia riconducibili a quella tradizione: "Il dispositivo è quello che conta", ha commentato a caldo Roberto Rossi, procuratore di Bari, rimandando alle motivazioni per comprendere nel dettaglio il ragionamento dei giudici.

"È ora di sciogliere il movimento neofascista"

"La sentenza conferma quanto denunciavamo sin da quella notte: c'è stata un'aggressione di stampo squadrista e con metodo fascista", ha dichiarato Eleonora Forenza, "CasaPound è un'organizzazione neofascista, non va solo sgomberata, va sciolta. Credo sia il tempo che le istituzioni pratichino concretamente l'antifascismo". Dario Parrini, senatore Pd e vicepresidente della Commissione Affari costituzionali, ha aggiunto: "Il Tribunale di Bari ha condannato i militanti di CasaPound confermando ciò che la nostra Costituzione stabilisce: organizzazioni che si richiamano al fascismo non possono godere di spazi pubblici né continuare a operare impunemente". Anche Angelo Bonelli, deputato di Europa Verde, ha commentato: "La condanna conferma che CasaPound è violenta e neofascista, non un centro culturale. Serve lo scioglimento immediato del movimento e lo sgombero dell’immobile pubblico occupato a Roma. La politica deve scegliere se stare con la Costituzione antifascista o con chi la calpesta".

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