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Con il nuovo dpcm discoteche chiuse fino al 15 luglio, ma le Regioni potranno aprirle prima

La Conferenza delle Regioni ha approvato le linee guida che sono state inserite nel nuovo Dpcm sulle riaperture. Le discoteche rimarranno chiuse fino al 15 luglio, ma le Regioni possono decidere autonomamente di farle partire in anticipo. “Oggi possiamo dire che parte la fase 3. Il Governo ha sostanzialmente recepito le linee guida della Conferenza delle Regioni ed altri settori”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini.
A cura di Annalisa Cangemi
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La Conferenza delle Regioni ha approvato le linee guida che sono state inserite nel dpcm sulle riaperture, che è stato firmato questa sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e sarà in vigore da lunedì 15 giugno al 14 luglio 2020.

Le linee guida che riguardano le attività già aperte come bar e ristoranti e palestre, saranno aggiornate. Secondo quanto era emerso nei giorni scorsi le discoteche e le sale da ballo avrebbero dovuto riaprire a partire dal 15 giugno (in un primo momento solo quelle all'aperto), ma la data di riapertura, sia per i locali aperti sia per quelli al chiuso, secondo il nuovo dpcm, è slittata al prossimo 15 luglio. È stata però inserita una clausola che prevede che le Regioni potranno autonomamente decidere di aprire prima.

E infatti alcune Regioni hanno già fatto sapere consentiranno alle discoteche di aprire in anticipo. È il caso della Liguria: "Il governo prevede che discoteche e locali da ballo ripartano il 15 luglio, ma dà anche la possibilità alle Regioni di farlo in anticipo, cosa che abbiamo intenzione di fare", detto il governatore ligure, Giovanni Toti, in una diretta Facebook dopo la Conferenza delle Regioni. "Domani ci sentiremo con le altre Regioni per trovare una data che sia coerente, omogenea e ragionevole per tutti, ovviamente alla luce dei dati epidemiologici – ha aggiunto Toti – Certamente la Regione Liguria non aspetterà il 15 luglio, perché quei locali fanno parte integrante della nostra offerta turistico ricreativa". 

Secondo le linee guida non saranno permessi balli lenti, e i drink si potranno consumare solo da seduti. Inoltre dovrà sempre essere rispettato il distanziamento sociale di almeno un metro tra gli utenti, e almeno 2 metri tra chi accede alla pista da ballo. Obbligo di mascherina negli ambienti al chiuso, e anche all’esterno, tutte le volte che in cui non sarà possibile rispettare la distanza interpersonale di 1 metro. Il personale di servizio dovrà sempre utilizzare la mascherina.

"Oggi possiamo dire che parte la fase 3. Il Governo ha sostanzialmente recepito le linee guida della Conferenza delle Regioni ed altri settori – finora bloccati dal lockdown – possono rimettersi in moto, sia pure nel rispetto dei principi generali di sicurezza e prevenzione", ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini. "Abbiamo condiviso con il Governo la stesura di alcune norme contenute nel Dpcm licenziato oggi dal Consiglio dei Ministri e abbiamo fornito un contributo propositivo su molti temi. Penso soprattutto – ha detto Bonaccini – allo sport, allo spettacolo e, da ultimo, ai servizi per l'infanzia dove abbiamo fatto coincidere i principi contenuti nelle linee guida della Conferenza delle Regioni con quelli del protocollo del Governo che sarà allegato al Dpcm".

"Ora – ha detto ancora Bonaccini – occorre un impegno corale per far ripartire l'economia nei territori. Intanto nei prossimi giorni settori come quelli delle fiere e dei congressi, delle sale giochi e delle discoteche – sulla base di ordinanze e protocolli regionali fondati sulle linee guida della Conferenza delle Regioni allegate al Dpcm – potranno riaprire e riprendere le attività. Così come i servizi per i bambini nella fascia 0/3 anni. Infine, abbiano ribadito al Governo – in un'ottica di leale collaborazione istituzionale – che occorre un'attenzione forte al tema scuola. Servono risorse adeguate e linee guida condivise perché dobbiamo, in tempo utile, metterci nelle condizioni migliori per consentire un'ordinata apertura dell'anno scolastico".

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