Codice della Strada, le proposte del Mit: patente a 17 anni, stop ai rincari delle multe e novità per e-bike e autostrade
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato la fase di consultazione sulle proposte di riforma del Codice della Strada, inviando un documento programmatico a oltre cento operatori e associazioni di settore. L'intervento normativo, promosso dal ministro Matteo Salvini, rappresenta al momento una bozza di lavoro: l'obiettivo dichiarato è combinare una maggiore tutela della sicurezza stradale con la semplificazione delle procedure burocratiche per i cittadini e l'adeguamento della legislazione nazionale al contesto europeo.
Cosa cambia per i giovani: guida accompagnata a 16 anni e patente B a 17 anni
Sul fronte delle patenti, l'orientamento del testo guarda alle nuove linee guida europee, valutando l'abbassamento a 17 anni dell'età per conseguire la patente B. Tra le ipotesi allo studio c'è anche la possibilità di iniziare a guidare un'auto già a 16 anni per chi possiede il patentino delle moto o delle microcar (patenti A1 e B1), a patto di effettuare la "guida accompagnata" insieme a un adulto esperto. Per fare fronte alla carenza di autisti nel settore merci, la proposta valuterebbe inoltre di aprire la guida dei camion senza rimorchio (categorie C1 e C) ai diciassettenni con patente B e CQC, permettendo loro di mettersi al volante anche mentre completano il corso di qualificazione.
Cosa cambia per le multe: stop ai rincari per inflazione e notifiche entro 30 giorni
Il pacchetto sanzionatorio inserito nella bozza intende rivedere diversi aspetti amministrativi. Si ipotizza il blocco dell'adeguamento automatico delle multe all'inflazione e l'introduzione di criteri sanzionatori più proporzionati. Tra i punti in discussione spicca anche la riduzione dei tempi della burocrazia: qualora la violazione sia rilevata da telecamere o autovelox, si propone di ridurre da 90 a 30 giorni il termine entro cui il Comune deve notificare il verbale, oltre a semplificare le richieste di annullamento in autotutela per piccoli errori formali.
Multe agli stranieri e riscossione: cosa rischia chi guida con targa estera
Sempre in materia di verbali, la bozza di riforma punta a risolvere il nodo dei conducenti con targa straniera che non saldano le contravvenzioni. La proposta prevede di concedere a Comuni e autorità un margine di cinque anni per il recupero delle somme. La novità più significativa al vaglio riguarda i controlli su strada: qualora il veicolo sanzionato rientri in Italia e venga fermato dalla polizia, si ipotizza l'obbligo di pagamento immediato sul posto a carico di chi si trova al volante in quel momento, a prescindere da chi fosse alla guida al momento dell'infrazione.
Auto senza assicurazione e veicoli abbandonati: cosa si rischia con il divieto di marcia digitale
Tra le misure al vaglio per il controllo del parco circolante, la bozza propone una stretta contro chi guida senza copertura assicurativa attraverso l'incrocio tra le banche dati della Motorizzazione e i varchi elettronici stradali. L'idea è quella di far scattare un "divieto di marcia digitale" che porterebbe al sequestro del mezzo al primo controllo fisico su strada. Parallelamente, le proposte puntano a snellire le procedure amministrative per la rimozione delle auto abbandonate.
E-bike e rider: si valutano l'obbligo di casco e il contrassegno identificativo
La consultazione riguarda da vicino anche la micro-mobilità. Tra le norme allo studio per le biciclette a pedalata assistita (e-bike), impiegate massicciamente anche per le consegne a domicilio, figura l'introduzione dell'obbligo di indossare il casco e l'applicazione di un contrassegno identificativo sul mezzo, pensato come targa di riconoscimento per tracciare le eventuali infrazioni.
Moto e sorpassi in autostrada: le nuove norme sulla circolazione
Per quanto riguarda le arterie a scorrimento veloce, il tavolo di lavoro valuta nuove regole di manovra. Per i motociclisti si ipotizza la possibilità di percorrere la corsia di emergenza in presenza di traffico bloccato o forti rallentamenti, fermo restando l'obbligo di dare precedenza ai mezzi di soccorso. Per le auto, la bozza prevede di formalizzare la circolazione per file parallele sulle autostrade a tre o più corsie, consentendo il superamento a destra se la corsia è libera e la manovra segue il normale flusso di traffico.
Dove andrebbero i soldi delle multe
Il documento del Ministero ipotizza anche una ripartizione rigida dei proventi delle sanzioni. L'idea presentata alle associazioni prevede di vincolare il 70% degli incassi all'ente proprietario della strada (Comuni o Province) con l'obbligo di reinvestirli in riasfaltatura, segnaletica e sicurezza stradale, lasciando il restante 30% all'ente accertatore per coprire le spese di gestione e notifica.
Disabili e permessi ZTL: cosa cambia con l'obbligo del registro unico CUDE
Infine, tra le proposte sulla tutela delle categorie fragili c'è l'obbligo per tutti i Comuni di aderire alla piattaforma informatica del CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo). L'integrazione permetterebbe ai titolari di pass disabili di accedere a ZTL e parcheggi riservati su tutto il territorio nazionale senza dover inviare comunicazioni preventive. Nella bozza si ipotizza anche una sanzione per le amministrazioni locali: i Comuni non aderenti al sistema unico perderebbero la possibilità di sanzionare tramite telecamere gli accessi alla ZTL e la sosta vietata.