Netanyahu all’Onu, molti delegati lasciano l’aula: “Se non avessi attaccato l’Iran saremmo tutti morti”

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto il suo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu. Appena è entrato molti delegati hanno lasciato l’aula.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto il suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu. Stando alle prime informazioni, quando è entrato in sala  decine di diplomatici di numerose delegazioni sono usciti in segno di protesta. Non solo: in una sala quasi vuota ci sono stati anche cori pro-Palestina. Ma cosa ha detto nel palco dell'Onu?

Benjamin Netanyahu pochi minuti prima del suo intervento aveva attaccato il sindaco di New York Zohran Mamdani definendolo "anti-semita". Precisando: "Vergognati per aver diffuso bugie", sostenendo che molti ebrei di New York "non si sentono sicuri da quando è stato eletto sindaco". Rivolgendo a lui dicendo: "Non mi puoi mettere a tacere, non puoi mettere a tacere la verità".

Il primo cittadino è intervenuto rispondendo al premier israeliano con un video diffuso sui social. Si vede Mamdani pianta un ulivo a Gracie Mansion e cena con famiglie palestinesi di Gaza. Nella didascalia su X si legge: "Che la pace sia il nostro futuro".

Poi il discorso sul palco dell'Onu. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu all'inizio ha raccontato del fratello ucciso e ha ripercorso l'attacco del 7 ottobre: "I mostri di Hamas hanno ucciso sopravvissuti dell'Olocausto, hanno stuprato le nostre donne e ucciso bambini. Pensavano che ci avrebbero atterrito, invece abbiamo combattuto come leoni". E "siamo nelle alture del Golan fina dai tempi di Mosè", replicando al leader siriano Ahmad al-Sharaa che ieri, sempre dal palco dell'Onu, ha dichiarato che il Golan resterà territorio siriano.

Poco dopo ha precisato che attaccare l'Iran "è stata una delle decisioni più facili che abbia mai preso da premier. Se non lo avessi fatto saremmo tutti morti". L'obiettivo di Netanyahu è quello di "neutralizzando le capacità nucleari dell'Iran". E ancora: i soldati israeliani combattono da tre anni una "guerra su sette fronti. Abbiamo martellato Hamas e colpito duramente Hezbollah".

I suoi ringraziamenti vanno al presidente Usa Donald Trump: "Continueremo a difendere il nostro paese. Contineurmeo a vincere perché non abbiamo altra scelta. In questa battaglia contro i barbari abbiamo un partner come Trump, che ringrazio. Israele e l'America hanno agito insieme per salvare la civiltà". Allo stesso tempo "Gb e Francia ci accusano di colonialismo, loro hanno coniato il termine". Mentre definito i coloni violenti "un pugno di giovani teppisti".

Infine Benjamin Netanyahu ha detto che i "tiranni dell'Iran" temono la rivolta del "coraggioso popolo iraniano". Per questo il governo ha imposto interruzioni dell'accesso a Internet. Il premier israeliano ha poi mostrato all'assemblea un dispositivo Starlink e ha detto di volerlo lasciare alla delegazione di Teheran, affinché, quando il popolo iraniano "inevitabilmente si ribellerà", anch'esso possa raccontare liberamente la propria storia sui social media.

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