Chi può ricevere uno stipendio più basso in ferie e quando si ha diritto al conguaglio

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A cura di Luca Pons
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Nel periodo delle ferie estive, alcuni dipendenti potrebbero ritrovarsi con una busta paga più bassa. Il motivo è che, anche se per legge le ferie devono essere pagate tanto quanto le giornate di lavoro ordinario, ci sono una serie di voci – ad esempio le varie indennità che dipendono dalla presenza fisica – che potrebbero non maturare. Se invece si tratta di un’irregolarità, si può richiedere un conguaglio all’azienda.

Siamo nel pieno del periodo delle ferie estive, per moltissime lavoratrici e lavoratori. Anche quando riposano, però, i dipendenti hanno diritto a uno stipendio sostanzialmente invariato. Lo dice la legge, con l'articolo 36 della Costituzione ("Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite e non può rinunciarvi"), l'articolo 2109 del Codice civile e l'articolo 10 del decreto legislativo 66 del 2003. Tutte queste norme insieme stabiliscono un principio che anche le sentenze della Corte di Cassazione, negli ultimi anni, hanno ribadito: non deve esserci una differenza significativa tra la busta paga dei giorni di ferie e quella dei giorni di lavoro. Altrimenti sarebbe come dissuadere economicamente i lavoratori dal prendersi ferie, cosa illegale.

Anche se lo stipendio deve essere sostanzialmente lo stesso, però, delle differenze possono spuntare. Basta pensare a chi riceve delle indennità legate alla presenza sul lavoro. O agli straordinari, che naturalmente non possono essere conteggiati nei giorni di ferie. Dall'altra parte, se la paga viene ridotta senza un chiaro motivo, è possibile rivalersi sull'azienda e chiedere un conguaglio.

Perché lo stipendio può essere più basso quando si va in ferie

Il principio fondamentale, come detto, è che andare in ferie non deve causare un danno economico significativo al lavoratore. Perciò, la paga base deve rimanere invariata. Molto, però, può dipendere dalle condizioni contrattuali di una certa mansione.

C'è chi guadagna una parte importante del suo stipendio grazie a indennità di turno, o di reperibilità, per esempio. Sempre parlando di indennità, ci sono quelle legate alle trasferte di lavoro o alle spese occasionali. Tutte non possono maturare nei periodi di ferie.

Lo stesso vale per i premi di produzione, o per gli straordinari. Specialmente in alcuni impieghi, la somma incassata con il lavoro straordinario ogni mese può essere decisamente elevata. Quando non si lavora però, inutile dirlo, non si possono fare straordinari. E quindi la busta paga, una volta tornati dalle ferie, può risultare più leggera.

Il meccanismo funziona allo stesso modo per i benefit specifici che sono legati alla propria presenza sul posto di lavoro. Normalmente, per fare un esempio, i buoni pasto non sono conteggiati nei periodi di ferie.

Quando si può chiedere un conguaglio

Nelle situazioni evidenziate finora, quindi, può capitare che lo stipendio alla fine delle ferie estive risulti più basso. Negli anni ci sono state moltissime dispute legali su questo punto, il principio generale affermato più volte dalla Cassazione è che può esserci un piccolo calo nello stipendio, se sono saltate delle specifiche componenti, ma la paga ‘base' non deve cambiare. E, comunque, la differenza non deve essere tale da danneggiare economicamente il dipendente.

Ad esempio, con l'ordinanza 18529/2026, la Cassazione civile ha dato confermato la sentenza del Tribunale di Torino che aveva dato torto a un macchinista ferroviario. Quest'ultimo chiedeva che, nella paga feriale, ci fossero anche due voci che sono collegate alle mansioni svolte, e che nei giorni di lavoro vengono normalmente inserite. I giudici hanno considerato che queste due voci valevano "solo" il 3,37% della paga lorda annua del dipendente; quindi, cancellarle dallo stipendio durante le ferie non poteva essere visto come un tentativo di ‘dissuadere' il lavoratore dal prendersi ferie. I dettagli possono cambiare nei casi specifici, naturalmente, ma la sostanza è che un calo della busta paga è possibile.

Ci sono, però, situazioni in cui i conti non tornano. Chi prende uno stipendio fisso, senza particolari indennità o integrazioni, e si ritrova con una somma più bassa farebbe bene a chiedere spiegazioni. Se si tratta di un errore contabile, è consigliabile rivolgersi all'azienda per chiedere che il problema sia risolto e la somma mancante sia erogata con un conguaglio. Se il datore di lavoro dovesse mantenere la sua posizione, e la spiegazione data non fosse convincente, la questione potrebbe finire per vie legali. Come detto, è piuttosto frequente che avvenga.

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