Al vertice della Corte Costituzionale è stata eletta per la prima volta una donna: si tratta della giurista cattolica Marta Cartabia, 56 anni. I giudici della Consulta hanno eletto una delle figure più quotate come presidente del Consiglio, quando la scorsa estate, nei giorni delle consultazioni per la formazione del governo giallo-rosso, il suo nome circolava tra i papabili, ed era stato fatto anche dallo stesso Capo dello Stato Mattarella. Sarebbe stata la prima donna a guidare un esecutivo in Italia, e invece, sappiamo come è andata, la scelta era caduta ancora una volta su Conte.

"La neo presidente finlandese ha detto che età e sesso non contano più. In Italia ancora un po' contano. Spero presto di poter dire che non contano più", ha detto Cartabia, incontrando i giornalisti dopo la sua elezione, riferendosi alla nuova premier finlandese Sanna Marin.

Approdata alla Corte nel 2011 su nomina dell'allora capo dello Stato Giorgio Napolitano, dal 2014 vicepresidente, Cartabia è docente di diritto costituzionale all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, ed è esperta di integrazione degli ordinamenti statali con quelli europei. Originaria della provincia di Milano, è tra i più giovani presidenti che la Consulta abbia avuto.

Prima di diventare giudice costituzionale è stata componente aggiunto del ‘Network of Independent Experts on Fundamental Rights della Commissione europea' dal 2003 al 2006, esperto italiano di ‘FRALEX – Fundamental Rights Agency Legal Experts' all’Agenzia europea dei diritti fondamentali dell'Unione europea a Vienna dal 2008 al 2010. Dal 2017 è membro sostituto della ‘Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto, nota anche come Commissione di Venezia'. Sposata e madre di tre figli, alla Consulta è stata relatrice di importanti sentenze, come quelle sui vaccini e sull'Ilva.

Le reazioni all'elezione di Cartabia

Marta Cartabia ha ricevuto via Twitter gli auguri del segretario dem Nicola Zingaretti: "Auguri e buon lavoro a Marta Cartabia, docente competente e appassionata. Una donna presidente della Corte Costituzionale è un grande passo avanti per l'Italia". 

Ha commentato la sua elezione anche la ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti: "I miei migliori auguri di buon lavoro a Marta Cartabia, prima donna presidente della Corte Costituzionale. Con la sua elezione vediamo inverarsi la prospettiva dei padri e delle madri costituenti nel guardare alla pari dignità sociale dei cittadini, segno che le istituzioni sono sempre più pronte ad accogliere il valore delle donne in tutta la sua pienezza".

"L'elezione di Marta Cartabia alla Presidenza della Corte Costituzionale è un segnale bellissimo. Una donna, giovane, di grandissime qualità. Complimenti Presidente. E buon lavoro", ha twitato il leader di Italia via Matteo Renzi.

Sono arrivato gli auguri anche del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin"La accompagno con le preghiere nell'esercizio che è di grande responsabilità. Possa avere l'illuminazione del Signore per il bene del Paese".

Il presidente della Camera Roberto Fico ha salutato così la sua elezione: "Buon lavoro a Marta Cartabia, appena eletta presidente della Corte Costituzionale. La prima donna a ricoprire questo prestigioso incarico, fondamentale per la nostra democrazia e per la tutela dei diritti e dei principi custoditi dalla nostra Carta".

"Per la prima volta una donna, evviva. Presidente della Corte Costituzionale è Marta Cartabia. Buon lavoro a lei e a noi il compito di continuare con determinazione a percorrere la strada della parità di genere!", ha twittato l'ex presidente della Camera Laura Boldrini, parlamentare Pd.

Soddisfatta anche la senatrice dem Monica Cirinnà: "Il lungo e difficile lavoro delle donne in perenne lotta con il soffitto di cristallo ottiene oggi un risultato importante. L'elezione di Marta Cartabia a presidente della Corte costituzionale, prima donna a ricoprire questo ruolo, dimostra che con costanza e pazienza per molte donne colte e determinate è possibile raggiungere traguardi rilevanti. Mi auguro che la nuova presidente della Consulta sappia utilizzare il suo sguardo di donna soprattutto per cogliere e rispondere alle richieste di riconoscimento dei diritti delle tante persone che, davanti all'ignavia della politica, si vedono costrette a chiedere alla magistratura il riconoscimento di diritti qualificanti per la propria vita".