A dominare lo stato d'animo degli italiani è l'incertezza: lo rileva l'ultimo rapporto Censis, un istituto di ricerca socio-economica, secondo cui il 69% dei cittadini guarderebbe con ansia al futuro. La crisi economica e la sfiducia verso gli altri sempre più accentuata non ha fatto altro che creare delle pulsioni antidemocratiche nel Paese. Il risultato? Queste tensioni sociali sono sfociate da un lato in "stratagemmi individuali" di autodifesa e dall'altro nella crescente attesa "messianistica dell'uomo forte" al potere che risolve tutti i problemi.

Secondo il 48% degli italiani, infatti, ci vorrebbe un uomo forte al potere che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni. Questa percezione è sentita maggiormente nelle fasce più basse della scala sociale: la percentuale arriva infatti al 56% tra i redditi più bassi, al 62% fra i soggetti meno istruiti e fino al 67% tra gli operai. Il dato è congruente con l'interesse alla politica per gli italiani: solo il 19% dei nostri connazionali si interessa infatti al dibattito pubblico politico, per cui risulta logico che gran parte della popolazione auspichi a una figura forte che si prenda in carico tutti i problemi.  Il 69% degli italiani inoltre è convinto che la mobilità sociale si sia bloccata: il 63% degli operai crede di essere bloccato nella condizione socio-economica attuale e il 64% degli imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso. E il passo dallo scontento all'odio, si sa, è breve.

Negli ultimi anni, infatti, è aumentata pericolosamente la deriva verso odio, intolleranza e gli episodi di razzismo verso le minoranze, in particolare verso gli immigrati. Ne è convinto il 69,8% degli italiani. Il dato è più elevato al Centro e al Sud, così come fra le fasce più anziane della popolazione. Secondo il 58% degli intervistati, inoltre, è aumentato anche l'antisemitismo. Lo studio prende anche in esame la violenza di genere, e afferma che secondo il 73,2% degli italiani la violenza sulle donne è un problema reale della nostra società, che sottolinea come nel Paese sia ancora forte la disparità fra i sessi. Il 23,3% ritiene invece che sia un problema che riguarda solo una piccola minoranza, emarginata dal punto di vista economico e sociale. Tra agosto 2018 e luglio 2019 in Italia ci sono stati 92 femminicidi, compiuti in ambito familiare e affettivo. Nello stesso periodo le denunce di stalking sono state 12.733, mentre quelle per maltrattamento sono state 15.626 nel 2017. Nell'80% dei casi la parte offesa era una donna: le violenze sessuali denunciate nel 2018 sono state 4.887, aumentate del 5,5% in un anno.

Secondo Censis il 62% degli italiani non crede che si debba uscire dall'Unione europea: questo però significa che il 25%, cioè un cittadino su quattro, sia invece favorevole all'Italexit. Il 61% degli intervistati, comunque, non auspica a un ritorno della lira contro il 24% favorevole.

Il rapporto Censis qualifica inoltre come un bluff i dati sull'occupazione in crescita nei primi mesi del 2019: secondo l'istituto, infatti, il bilancio della recessione è di -867.000 occupati a tempo pieno e 1,2 milioni in più a tempo parziale. Dall'inizio della crisi al 2018 le retribuzioni del lavoro dipendente sono scese di oltre 1.000 euro ogni anno, per cui in Italia ci sono 2,9 milioni di lavoratori che guadagnano meno di 9 euro lordi all'ora.