Lo Spread ha toccato quota 100, Btp al 4,6%: non succedeva dal 2023 e la colpa è dello Stretto di Hormuz

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Lo spread ieri ha superato la soglia dei 100 punti per la prima volta dalla primavera del 2025. Questa mattina il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si è attestato a 97 punti, con il tasso del decennale italiano al 4,53% e quello tedesco al 3,56 per cento. Il rialzo è legato ai prezzi dell’energia legate e all’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato americani.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, torna a 100 punti, in rialzo di 3,5 punti rispetto alla chiusura di lunedì. Non succedeva da fine maggio 2025. Quel numero, 100, indica quanto in più deve offrire il Btp rispetto al Bund per essere acquistato dagli investitori. Nonostante questa mattina lo spread sia tornato sotto i 100 punti (a 97,8), preoccupa comunque il rendimento del Btp: questa mattina il rendimento del decennale italiano con scadenza luglio 2036 è sceso al 4,56%, ma ieri ha chiuso al 4,61% (in estate era al 3,55%). Una situazione che non si verificava dall'ottobre 2023.

Cosa significa lo Spread a 100 punti e cosa cambia per il governo italiano

I 100 punti di spread di per sé non segnalano una crisi di fiducia nel governo italiano: questo dato segnala la differenza di rendimento tra i due titoli di Stato a dieci anni, cioè quanto in più deve offrire il Btp rispetto al Bund per essere acquistato dagli investitori. Ma quando il rendimento sale, come in questo caso, significa che il prezzo del titolo scende. Questo chiaramente ha un effetto diretto sul costo a cui lo Stato può finanziarsi sul mercato nelle nuove emissioni.

Sono le conseguenze del rialzo del petrolio, dell'inflazione, dei tassi alti della crisi di Hormuz, con l'incertezza sui colloqui tra Stati Uniti e Iran. Nella giornata di martedì negli Usa il petrolio arrivato a quasi 109 dollari ha mandato i treasury a 30 anni fino al 5,6% di rendimento (ai massimi dal 2002). Una situazione che mette in allerta Washington e trascina il debito europeo: in particolare la Francia per il suo deficit elevato che ha messo il debito su un trend preoccupante e ha fatto impennare lo spread ieri a 119. Ma anche l'Italia, per un debito che resta in cima alla classifica europea.

Governo verso la Manovra di bilancio: venerdì l'approvazione del Dpfb

Do la mancata uscita anticipata dalla procedura Ue per deficit eccessivo, è comunque un'altra tegola sul governo, conla legge di Bilancio che si appresta a entrare nel vivo: il governo è già al lavoro Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp, la vecchia Nadef), la cornice con i numeri chiave su cui si baserà la prossima manovra, che dovrebbe arrivare venerdì in consiglio dei ministri. Il Documento conterrà anche "l'articolazione delle misure" della prossima legge di Bilancio. Oltre all'estensione del taglio dell'Irpef al 33% ai redditi fino a 60mila, dovrebbe esserci anche la flat tax al 5% sugli aumenti retributivi dei giovani. Nel capitolo casa si va verso la conferma del bonus al 50% sulla prima abitazione e al 36% sulla seconda (che senza proroga dal 2027 scenderanno al 36% e 30%).

Borse europee questa mattina in rialzo

Questa mattina è arrivata per i mercati qualche buona notizia. Le Borse europee sono in rialzo con l'attenzione ai dati sull'inflazione e sulla crescita economica americana. Come dicevamo, lo spread tra Btp e Bund si è attestato a 97 punti, con il tasso del decennale italiano al 4,53% e quello tedesco al 3,56 per cento.

Intanto si allontana l'ipotesi di un rialzo dei tassi da parte della Fed dopo che il vicepresidente John Williams ha dichiarato che non è necessario un intervento immediato. I mercati restano comunque concentrati sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, con gli sforzi diplomatici per riaprire al più presto lo Stretto di Hormuz.

Lo Stoxx 600 sale dello 0,6%. Si muovono in terreno positivo Madrid (+1,09%), Londra (+0,68%), Francoforte (+0,37%) e Parigi (+0,10%). I principali listini sono sostenuti dalle utility (+1,6%), con il prezzo del gas che gira in rialzo. Ad Amsterdam le quotazioni salgono dello 0,6% a 68,56 euro al megawattora. Sale anche il comparto finanziario (+0,6%) ed il settore tecnologico (+0,3%), quest'ultimo all'indomani dell'incontro a cena tra Trump ed i maggiori manager delle aziende impegnate nel settore dell'intelligenza artificiale. In calo l'energia (-1,19%), con il petrolio in moderato rialzo. Il Wti guadagna lo 0,1% a 89,48 dollari al barile. Il Brent si attesta a 102,70 dollari (+0,1%). In netto calo i rendimenti dei titoli di Stato.

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