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Emergenza immigrazione
30 Luglio 2019
10:58

Caso Gregoretti, il procuratore di Siracusa: “Condizioni a bordo difficilmente tollerabili a lungo”

In seguito all’azione del procuratore reggente di Siracusa, Fabio Scavone, il Viminale aveva autorizzato lo sbarco di 16 minori dalla nave della Guardia Costiera Gregoretti, ancora bloccata nel porto di Augusta. Uno di questi era poi stato costretto a tornare a bordo in quanto avrebbe 20 anni. “Abbiamo ricevuto informazioni dalla Capitaneria di porto che testimoniano condizioni delicate difficilmente tollerabili ancora”, ha avverito Scavone.
A cura di Annalisa Girardi
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Un'altra notte in mare per la Gregoretti, la nave della Guardia Costiera con a bordo ancora 116 migranti ferma al porto di Augusta. Nel silenzio generale, non è ancora stata concessa l'autorizzazione a sbarcare. Ieri erano stati portati a terra 16 minori, ma uno è stato poi costretto a tornare a bordo: avrebbe infatti 20 anni. Un articolo firmato da Alessandra Ziniti, pubblicato oggi su Repubblica, riporta le parole del procuratore reggente di Siracusa, Fabio Scavone, che insieme alla procuratrice dei minori di Catania, Caterina Ajello, ha imposto al Viminale lo sbarco dei naufraghi minorenni. "Per loro l'accoglienza e la possibilità di immediatamente asilo è un diritto e non una facoltà", ha spiegato Scavone. Si sarebbe quindi aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato, per consentire intanto ai minori di sbarcare in sicurezza.

"Abbiamo ricevuto informazioni dalla Capitaneria di porto che testimoniano condizioni delicate difficilmente tollerabili ancora. I migranti sono tenuti sul ponte scoperto, esposti al sole e al vento, a Catania hanno ricevuto dalla Croce Rossa dei kit di emergenza e un rifornimento di viveri e farmaci che sono già in esaurimento", ha continuato il procuratore al quotidiano, precisando anche che i naufraghi a bordo della Gregoretti sono troppo numerosi, e difficilmente l'equipaggio da solo potrà garantirne la piena sicurezza.

La posizione europea

Nel frattempo, Berlino aveva fatto sapere di essere disponibile ad accogliere i naufraghi a bordo della Gregoretti, affermando: "Il governo federale e il ministero degli Interni tedesco hanno reso noto venerdì della scorsa settimana in Commissione europea la disponibilità a prendere migranti". La Commissione, da parte sua, si era limitata ad affermare che spetta ora ai singoli stati comunicare la propria apertura ad accogliere le persone soccorse, spiegando che Bruxelles si limita a coordinare il procedimento.

"Cosa ne facciamo di quella nave? Di quella nave dobbiamo far sì che sia l'Europa a occuparsi di questo fenomeno, e credo che l'azione di questo governo sia in tal senso positiva, anche se dobbiamo aspettare a vedere i risultati definitivi. Il nostro voto a Ursula von der Leyen è stato dovuto anche al fatto che ci ha assicurato, dichiarandolo anche nel suo programma ufficiale di fronte al Parlamento europeo, che penserà a una revisione completa del regolamento di Dublino, cioè una riscrittura per cui sarà l'Europa a occuparsi di questo fenomeno e non l'Italia. Si può stare da questa o da quell'altra parte, ma il problema rimane". ha commentato l'europarlamentare del Movimento Cinque Stelle, Dino Giarrusso, ospite a "L'aria che tira" su La7.

Il silenzio di Matteo Salvini

Da Matteo Salvini, invece, ancora silenzio stampa. Ieri, in un tweet, il ministro dell'Interno ha attaccato "la solita nave di Ong tedesca", che "annuncia di essere tornata nelle acque libiche e batte cassa chiedendo donazioni online", intimando: "Buon viaggio, ma lontano dall'Italia". Nessun commento però, sulla nave della Guardia Costiera, una nave militare italiana, per cui i naufraghi a bordo si trovano effettivamente su suolo italiano, bloccata nel porto siciliano. Nel frattempo, si concretizza sempre più il rischio che il caso Gregoretti sia una replica del caso Diciotti, una vicenda che aveva portato alle indagini per sequestro di persona contro il ministro Salvini

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