"Matteo Salvini dovrebbe preoccuparsi dei suoi problemi, credo ne abbia più di uno: anziché preoccuparsi della droga, se io avessi un debito così alto nei confronti dello Stato a quest'ora sarei in prigione, mentre a lui vengono fatte le rate". Lo ha detto Ilaria Cucchi, questa sera alla Fondazione Feltrinelli a Milano, rispondendo alle domande dei cronisti a margine della presentazione del suo libro, in merito a quanto ha dichiarato ieri il leader della Lega dopo la condanna a 12 anni di due carabinieri per omicidio preterintenzionale per la morte del giovane geometra Stefano Cucchi, morto dieci anni fa per le percosse ricevute in caserma, dopo essere stato arrestato per spaccio e detenzione di droga.

Il riferimento della sorella Ilaria è alla vicenda dei 49 milioni di rimborsi elettorali della Lega, il cui pagamento è stato rateizzato dai giudici in 80 anni. "Perché non devolve" quei fondi "per sensibilizzare gli agenti di polizia o anche per combattere la droga?", si è chiesta Ilaria Cucchi. "Salvini come al solito sembra vivere su un altro pianeta. Non si è reso conto che quelle di ieri sono state condanne per omicidio preterintenzionale e la droga non c'entrava assolutamente nulla", ha concluso. Matteo Salvini non si è scusato con la famiglia Cucchi, e ai microfoni di Fanpage, ieri aveva commentato così la condanna dei due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro: "Sono vicinissimo alla famiglia, la sorella l’ho invitata al Viminale. Se qualcuno ha usato violenza ha sbagliato e pagherà. Questo testimonia che la droga fa male, sempre e comunque. E io combatto la droga in ogni piazza". Ilaria Cucchi oggi ha fatto sapere che con il suo legale e compagno Fabio Anselmo, stanno valutando una querela nei confronti dell'ex ministro dell'Interno. 

"Dopo la sentenza di ieri sono tante le persone che dovrebbero chiederci scusa, però io penso a chi ci è vicino e ci dà la forza di andare avanti", ha detto ancora Ilaria Cucchi.

"Dieci anni fa ero una persona completamente diversa, oggi so che di indifferenza si può morire, e credo che andrò avanti per questa strada, anche con l'associazione che porta il nome di mio fratello, per dare voce a tanti ultimi che sono destinati a diventare sempre di più".

"Tante volte sono stata accusata di aver strumentalizzato Stefano e la nostra famiglia – ha proseguito – Lo strumentalizzo e continuo a farlo perché altrimenti la morte di mio fratello sarebbe stata inutile, invece voglio trovare un senso alla sofferenza della famiglia".

"È stato anche detto che voglio fare politica, dico che quella che abbiamo fatto in questi anni è politica, è la vera politica di cui abbiamo profondamente bisogno, quella che servirebbe davvero. Lo faccio anche per coloro che non hanno una sorella che sa parlare", ha poi replicato Ilaria, riferendosi alle critiche dei detrattori della sua battaglia. Infine un riferimento a chi non l'ha apprezzata per "essere andata in tv con la gonna corta": "Ma io continuerò a farlo e a sorridere, a me non interessa, io voglio continuare a vivere".