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Il caso Cospito

Caso Cospito, dopo le parole di Donzelli sarà istituito un Giurì d’onore alla Camera: cosa significa

Alla Camera sarà istituito un Giurì d’onore dopo la bagarre scoppiata sulle affermazioni in Aula del deputato di Fratelli d’Italia Donzelli, che ha accusato alcuni colleghi dem di “stare dalla parte di mafiosi e terroristi” per aver fatto visita all’anarchico Cospito, in sciopero della fame, in carcere.
A cura di Annalisa Girardi
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Alla Camera sarà istituito il Giurì d'onore, per valutare quanto accaduto in Aula dopo la bagarre scoppiata sulle dichiarazioni del deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, che aveva accusato i colleghi del Partito democratico di stare "dalla parte dei terroristi e con la mafia" per aver fatto visita in carcere ad Alfredo Cospito, l'anarchico al 41bis in sciopero della fame. "È stata richiesta la nomina di una commissione incaricata di verificare quanto accaduto e la correttezza delle affermazioni – ha comunicato il presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana – Invito tutti i gruppi sulla base della rilevanza dei temi che abbiamo da affrontare in Aula a voler riprendere un ordinato esame su provvedimento rispetto ai quali non mi pare ci sia alcuna divergenza politica".

Fontana non è entrato nel merito delle affermazioni di Donzelli, ma ha parlato del rispetto reciproco tra le parti: "Non è compito del presidente della Camera, e anche dei vicepresidenti che stamattina si sono attenuti a tale principio, entrare nel merito politico delle dichiarazioni rese in quest'Aula da parte dei deputati. I toni e le parole utilizzati nell'ambito della dialettica politica devono tuttavia essere sempre mantenuti nell'alveo del rispetto reciproco: deve essere assicurato nei confronti dei singoli colleghi e delle forze politiche qui rappresentate, ma anche dell'istituzione di cui facciamo parte", ha detto in Aula l'esponente della Lega.

Per poi citare appunto l'intervento di Donzelli e affermare che "la dialettica politica è andata senza dubbio oltre il rispetto di tale principio". Quindi il riferimento all'articolo 58 del Regolamento e la richiesta quindi di istituire un Giurì d'onore, che il sito della Camera definisce in questo modo:

Il Presidente della Camera può nominare, su richiesta di un deputato che si senta leso nella sua onorabilità da accuse che gli siano state mosse nel corso di una discussione, una Commissione d'indagine a norma dell' art. 58 del regolamento – detta Giurì d'onore – che valuti la fondatezza delle accuse. Al Giurì viene solitamente assegnato un termine per riferire all'Assemblea sugli esiti della sua attività. Della relazione del Giurì l'Assemblea si limita a prendere atto, senza dibattito né votazione.

Fontana ha accolto la richiesta: "Ritengo che l'attivazione di tale strumento potrà senz'altro condurre ad un'opportuna soluzione della vicenda". Donzelli, da parte sua, si è rifiutato di porgere le sue scuse, reclamate dai banchi dell'opposizione, e si è detto pronto a rivolgersi in prima persona alla commissione: "Le mie scuse? No, ma andrò volentieri al Giurì d'onore per chiedere al Pd di chiarire le sue parole. Mi auguro che la sinistra italiana che sta balbettando su Cospito chieda scusa agli italiani", ha detto parlando con i giornalisti fuori dalla Camera.

"Grazie al presidente Fontana per aver colto la gravità delle affermazioni di Donzelli. Affermazioni su cui non vogliamo soprassedere in nessuna sede, a cominciare da quella giudiziaria. Quelle dichiarazioni hanno offeso la onorabilità dei parlamentari del Pd, del partito e del gruppo parlamentare", ha invece commentato Debora Serracchiani, capogruppo dem e tra i parlamentari citati in Aula da Donzelli.

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