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Il caso Cospito

Donzelli (FdI) accusa i deputati del Pd: “Avete incontrato Cospito, state con mafia e terroristi?”

Il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, durante il dibattito sull’istituzione della Commissione parlamentare Antimafia, ha sollevato il caso dell’anarchico Alfredo Cospito. Ha accusato i parlamentari del Pd che l’hanno incontrato di stare “dalla parte dei terroristi con la mafia”.
A cura di Luca Pons
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"Voglio sapere se questa sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi con la mafia, lo vogliamo sapere oggi". Il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli ha scatenato un acceso dibattito alla Camera, che oggi è impegnata nel voto per istituire la commissione parlamentare Antimafia. Donzelli è un deputato considerato molto vicino alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, da poco è stato nominato commissario della federazione romana di Fratelli d'Italia. Nel suo intervento ha parlato del caso dell'anarchico Alfredo Cospito, condannato al regime di 41bis – applicato anche ad alcuni boss mafiosi – e in sciopero della fame da oltre cento giorni.

Il discorso di Donzelli si è aperto proprio parlando di 41bis, un regime che "il mafioso teme perché gli impedisce il controllo del territorio". Per questo, ha detto il deputato, "da decenni la mafia tenta di far cambiare idea allo Stato sul 41bis, e lo Stato finora non ha cambiato idea".

Per Donzelli, Cospito è "l'influencer della mafia" per abolire il 41bis

Il discorso è poi continuato: "C’è una nuova strada che sta tentando la mafia per far cedere lo Stato sul 41 bis: un nuovo personaggio, un influencer che sta utilizzando per questo strumento. È il terrorista Cospito". Cospito è in sciopero della fame per protestare contro il regime di 41bis, ma ieri il governo ha detto che non avrebbe revocato per lui il ‘carcere duro'. L'accusa a Cospito riguarda due ordigni esplosivi situata di fronte alla caserma allievi dei Carabinieri di Fossano (provincia di Cueo), che nel 2006 esplosero in piena notte, senza vittime o feriti. Le sue accuse non sono collegate a reati di mafia.

Donzelli ha citato alcune parole di Cospito riportate da Repubblica oggi: "Cito lo stesso Cospito, su Repubblica di oggi dice "Non sto facendo la battaglia per me, ma per abolire il 41bis per tutti i mafiosi e tutti i terroristi"". In realtà, Repubblica ha scritto nel titolo la frase "mi batto per abolire il carcere duro, non per uscirne io", mentre nell'articolo si riporta che l'ora d'aria di Cospito è condivisa con tre mafiosi e che l'anarchico ha detto che si sta battendo perché il 41bis sia "completamente abolito". Non ci sono riferimenti alla mafia nelle sue parole riportate.

L'accusa ai deputati Pd: "Avete incontrato Cospito il giorno in cui parlava con i mafiosi"

"Il 12 gennaio", ha continuato Donzelli, "Cospito nella casa circondariale di Sassari faceva degli incontri mentre si spostava per parlare con l'avvocato. Parlava con Francesco Di Maio, del clan dei Casalesi. Il boss diceva "pezzetto dopo pezzetto si arriverà al risultato", e Cospito rispondeva "deve essere una lotta contro il regime 41bis e contro l'ergastolo ostativo, non solo per me. Per me tutti noi al 41bis siamo uguali"".

Donzelli è poi arrivato alle accuse: "Il 12 gennaio, mentre parlava con i mafiosi Cospito incontrava anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando, che andavano a incoraggiarlo nella battaglia. Allora io voglio sapere se questa sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi con la mafia, lo vogliamo sapere oggi".

La reazione: "Vergognoso, chieda scusa", e anche la Lega prende le distanze

I parlamentari in questione sono Debora Serracchiani, Walter Verini, Silvio Lai e Andrea Orlando, del Partito democratico. In seguito alle parole di Donzelli, nella Camera si è scatenato il dibattito, con numerosi parlamentari dell'opposizione che hanno chiesto le scuse del deputato di FdI. Serracchiani è intervenuta: "L'aula di oggi era chiamata in modo unanime ad approvare la proposta di legge istitutiva della commissione Antimafia. Questa unità è stata insozzata dalle parole di Donzelli, "gravissime" e che "hanno contenuto di rilevanza penale. Visto che Donzelli ha importanti ruoli istituzionali, ci chiediamo se questa sia la posizione del presidente Meloni". Donzelli, ha detto Serracchiani, dovrebbe "vergognarsi".

"Ci sono molte ragioni per le quali potremmo invitare Donzelli a vergognarsi e non le ripeterò tutte in quest'aula, ne dirò solo due", ha risposto Giuseppe Provenzano, vicesegretario del Pd. "La prima è che il suo intervento non c'entra nulla con l'articolo uno della proposta di legge che stiamo esaminando", cioè quella sulla commissione parlamentare Antimafia. "La seconda è che sta sporcando la profonda unità che stiamo cercando di costruire sui temi della lotta alla mafia. Unità. Le chiedo, presidente, di richiamare Donzelli al rispetto della sua funzione e di tutti noi che siamo in quest'aula". Anche alcuni esponenti della Lega, secondo fonti di stampa avrebbero detto che "l'intervento di Donzelli è stato assolutamente fuori luogo".

Fratelli d'Italia sostiene Donzelli, che conferma: "Non chiedo scusa, vado volentieri al giurì d'onore"

Le scuse, però, non sono arrivate. La deputata di Fratelli d'Italia Ylenja Lucaselli ha difeso il suo compagno di partito: "‘La questione nasce da un fatto: è vero o no che alcuni parlamentari del Pd sono andati a trovare Cospito? Donzelli nell'ambito della critica politica ha semplicemente riportato un fatto". Anche il capogruppo alla Camera di FdI, Tommaso Foti, è intervenuto sostenendo che "alcuni elementi di inquietudine di Donzelli dovrebbero essere di tutta l'aula", cioè "la saldatura tra mafia ed eversione politica".

Lo stesso Donzelli, parlando con i giornalisti dopo l'intervento, ha dichiarato: "Non devo chiedere scusa su niente, non ho detto niente di sconveniente. Andrò ben volentieri dal giurì d'onore. Che Cospito fa questa battaglia per gli altri e non solo per se stesso è negli atti. È una posizione legittima, io non la condivido ma è legittima. Noi siamo per il carcere duro. Mi aspetto che la sinistra italiana che sta balbettando su questo chieda scusa", ha aggiunto.

Il commento del ministro Nordio: "È diritto e dovere dei parlamentari visitare i detenuti"

Interrogato dai giornalisti sulle accuse fatte da Giovanni Donzelli, è intervenuto sulla questione anche il ministro della Giustizia del governo Meloni, Carlo Nordio: "Escludo in via assoluta che vi siano dei rapporti con esponenti parlamentari. È scritto nella legge: i parlamentari hanno sempre il diritto di visitare i detenuti, nei limiti della sicurezza".

Nordio ha ricordato anche la sua esperienza di editorialista vicino a parlamentari dei Radicali: "Io stesso ho scritto del tema, so che i miei amici radicali andavano. È un dovere, oltre che un diritto dei deputati, fare queste sorte di visite pastorali. Che questo possa essere addirittura un veicolo, il segno di un legame tra il detenuto e i parlamentari, è una una questione provocatoria: è ovvio che non lo è".

Ieri, il ministro Nordio ha annunciato di non avere intenzione di revocare il 41bis per Cospito. Oggi, nel corso di una conferenza stampa sul tema, ha difeso la sua posizione, ma ha chiarito che il governo attenderà altri pareri prima di esprimersi definitivamente.

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