Brunetta: “Entro Pasqua la nuova legge elettorale, o Renzi si dimetta”

A cura di D. F.
il Ministro della Pa Renato Brunetta
Il portavoce di Forza Italia alla Camera attacca: “La legge elettorale è ferma da tre settimane a Palazzo Madama. Chiediamo a Renzi di approvare la riforma prima di Pasqua. Altrimenti casca l’accordo con Berlusconi e con Forza Italia”. Il Premier ribatte: “Non accettiamo ultimatum da nessuno”

Usa toni perentori Renato Brunetta: il giorno dopo la dichiarazione del Ministro Maria Elena Boschi, che aveva avvisato che il governo è pronto ad andare avanti con le riforme anche senza il supporto di Forza Italia, il capogruppo alla Camera di FI replica duramente e sfida Renzi dai microfoni di SkyTg24: "La legge elettorale è ferma da tre settimane a Palazzo Madama. Noi chiediamo al premier Matteo Renzi – se vuole mantenere la parola e se vuole mantenere i patti – di approvare la riforma elettorale prima di Pasqua. Altrimenti casca l'accordo con Berlusconi e con Forza Italia". In realtà le tensioni tra il presidente del consiglio e Fora Italia persistono da diversi giorni, da quando cioè Berlusconi ha minacciato di far saltare il patto con il PD sulle riforme. non si era fatta attendere la replica dell'esecutivo, che per voce della Boschi ieri aveva detto: "Se dovesse sfilarsi, si andrebbe avanti con i soli voti della maggioranza".

Brunetta dunque passa al contrattacco: "Se è in grado, il presidente del Consiglio approvi la riforma così come è stata approvata dalla Camera prima di Pasqua", ma "se non ha i numeri per farlo ne tragga le conseguenze, magari anche con le sue dimissioni". Poi l'ex ministro afferma che non si tratta di "un ultimatum. La cosa è molto seria. O Renzi l'approva prima del 20 aprile oppure dimostrerà di non avere i numeri al Senato, il patto salta e Renzi ne dovrà trarre le conseguenze". A fare eco al capigruppo di Forza Italia è stato Giovanni Toti, consigliere del Cavaliere, che ha ricordato come quest'ultimo abbia accettato di collaborare con il governo Renzi a patto di portare a conclusione "riforme utili al paese". Quindi Toti non ha risparmiato una stilettata al ministro Boschi: "Le voglio ricordare che senza Forza Italia la legge elettorale non sarebbe passata alla Camera, dove c'erano i franchi tiratori del Pd. Senza di noi non sarebbe passata nemmeno l'abolizione delle Province, che tra parentesi non sono state abolite".

Non si è fata attendere la replica del Premier Matteo Renzi che ha parlato nel pomeriggio. Il Presidente del Consiglio ha risposto a tono all'esponente di Forza Italia spiegando: "Non accettiamo ultimatum da nessuno, figuriamoci da Renato Brunetta". "Noi facciamo le riforme, le questioni interne a Forza Italia se le risolvono loro se hanno voglia" ha attaccato ancora il Premier, aggiungendo: "Abbiamo rispetto e se stanno al gioco delle riforme ci stiamo. Altrimenti al Senato ce la facciamo". Renzi ha anche smentito le voci di un nuovo incontro con Silvio Berlusconi prima del 10 aprile, la data in cui è fissata l’udienza per discutere l’affidamento in prova ai servizi sociali del leader di Fi. "A me non risultano incontri. Chi ve lo ha detto? Brunetta?" ha commentato sarcastico il Premier. La polemica però non si ferma e lo stesso Brunetta ha ribadito: "Ma come, Renzi, l’uomo degli ultimatum, non accetta ultimatum? Poco sportivo! E soprattutto vuoto di contenuti. Lui che rottama e rulla tutto e tutti non accetta che qualcuno usi il suo stesso linguaggio? E perché mai? La realtà è per lui triste e amara: non ha la maggioranza nei gruppi parlamentari, e la riforma della legge elettorale ne è la dimostrazione. Per cui rinvia, rinvia, altro che Pasqua".

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