Cinema, teatri e sale da concerto ripartono. Dopo mesi di silenzio e di buio in sala, si potranno riaccendere riflettori, proiettori e amplificatori. Un altro comparto della cultura può ricominciare, ma solo dal prossimo 27 marzo, tra un mese. Lo aveva preannunciato anche il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, oggi pomeriggio. Si tratta solo di una bozza, per ora. È quella del nuovo Dpcm, il primo del governo Draghi, che al momento è al vaglio delle Regioni e che punta ad essere approvato e firmato dal presidente del Consiglio all'inizio della prossima settimana. Tante le novità, anche per i musei, che apriranno in zona gialla anche il weekend, ma con biglietto prenotato online.

Per quanto riguarda cinema, teatri e sale da concerto, la riapertura verrà accordata a determinate regole. Innanzitutto si parla, chiaramente, solo di zona gialla. Quindi niente da fare in zona arancione e zona rossa. Secondo quanto scritto nella bozza del Dpcm serviranno "posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi". Resta da capire a che ora si potrà andare al cinema o a teatro, visto che il coprifuoco è stato confermato dalle 22 alle 5.

Non finisce qui: per poter riaprire in sicurezza, gli esercenti coinvolti dovranno adeguarsi ad un nuovo protocollo. Quale? "Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all'aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala". In sostanza va ancora approvato un nuovo protocollo di sicurezza, scritto dal Mibac e validato dal Cts.