Bonus bollette 2026, in arrivo lo sconto fino a 60 euro per gli ISEE fino a 25mila euro: come funziona e a chi spetta

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Il nuovo contributo sulla luce allarga la platea degli aiuti al ceto medio-basso con ISEE fino a 25mila euro. Ecco come funziona l’accredito in fattura e quali requisiti occorre rispettare.

Il caro energia continua a pesare sulle tasche degli italiani, ma il sistema di aiuti pubblici allarga il proprio raggio d'azione. Accanto al classico Bonus Sociale ordinario riservato alle fasce in condizione di grave disagio economico, prende forma una nuova misura straordinaria per la bolletta elettrica. Introdotto dal Decreto-Legge n. 21/2026 e regolamentato dall'ARERA, il contributo punta a dare un respiro concreto alle famiglie a reddito medio-basso che fino ad oggi restavano escluse dalle tutele sociali.

Dal Bonus Sociale allo sconto per il ceto medio: le differenze

Mentre il tradizionale Bonus Sociale per disagio economico garantisce sconti automatici su luce, gas, acqua e TARI per chi si trova in condizioni di forte fragilità economica (con ISEE entro i 9.796 euro o 20mila euro per i nuclei numerosi), questa nuova misura nasce per intercettare una platea diversa. Si tratta sostanzialmente di un sostegno integrativo progettato per aiutare il ceto medio-basso attraverso un taglio in fattura sulla sola energia elettrica fino a 60 euro.

Chi ha diritto al nuovo sconto sulla luce: i nuovi limiti ISEE e le tre fasce previste

La vera novità del provvedimento risiede nell'innalzamento del tetto economico: la soglia ISEE per accedere al taglio in fattura sale infatti fino a 25.000 euro. L'accesso allo sconto si articola su tre gruppi principali:

Classe X: ISEE compreso tra 9.796 euro e 15.000 euro (per nuclei con meno di 4 figli a carico).

Classe Y: ISEE compreso tra 15.000 euro e 25.000 euro (per nuclei con meno di 4 figli a carico).

Classe Z: ISEE compreso tra 20.000 euro e 25.000 euro destinato alle famiglie numerose (con almeno 4 figli a carico).

Quali sono i requisiti di consumo: le soglie da rispettare per non perdere il beneficio

Oltre al requisito reddituale, la norma introduce un doppio vincolo legato ai consumi effettivi di energia elettrica dell'abitazione principale di residenza:

  • Limite bimestrale: il consumo registrato nel primo bimestre dell'anno (gennaio-febbraio) non deve superare i 0,5 MWh (pari a 500 kWh).
  • Limite annuale: il consumo complessivo calcolato sui dodici mesi precedenti non deve oltrepassare i 3 MWh (pari a 3.000 kWh).

A quanto ammonta il taglio in bolletta

L'importo del bonus non è fisso, ma viene commisurato all'energia consumata nel periodo di riferimento:

  • Per consumi ridotti (attorno ai 150 kWh) lo sconto parte da circa 18 euro.
  • Per consumi medi (attorno ai 300 kWh) il beneficio si assesta sui 36 euro.
  • Per consumi vicini al tetto massimo dei 500 kWh si raggiunge l'importo massimo di 60 euro.

Come si richiede e come viene erogato: le regole per la richiesta e il nodo dei fornitori

Per ottenere il taglio non occorre presentare alcuna domanda specifica: il sistema riconosce gli aventi diritto in modo automatico incrociando i dati dell'attestazione ISEE (DSU) con le banche dati delle forniture.

Esiste tuttavia un dettaglio fondamentale da tenere a mente: l'applicazione della misura è su base volontaria per le compagnie del mercato libero. Solo i clienti dei fornitori che scelgono di aderire alla convenzione promossa da ARERA vedranno accreditato lo storno in bolletta. L'Autorità pubblica sul proprio sito l'elenco aggiornato degli operatori aderenti, contrassegnati da un apposito bollino di qualità, permettendo così ai consumatori di verificare se la propria compagnia abbia sottoscritto l'iniziativa.

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