AVS porta in Parlamento l’inchiesta di Fanpage sui libri per stranieri: “Insegnano a dire grazie allo sfruttamento”
L'inchiesta di Fanpage.it sui manuali per l'insegnamento dell'italiano agli stranieri sbarca in Parlamento. Le pagine di alcuni libri di testo tra i più diffusi nei corsi di alfabetizzazione per giovani e adulti con background migratorio, dove il lavoro nero e le paghe da fame sembrano venire sistematicamente normalizzate per insegnare regole di grammatica e lessico, sono diventate infatti oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata da Alleanza Verdi e Sinistra.
"L'italiano per stranieri ridotto a grammatica dello sfruttamento"
A sollevare il caso alla Camera è la deputata rossoverde della Commissione Cultura, Elisabetta Piccolotti, che punta il dito contro il cortocircuito tra la propaganda del governo sull'integrazione e la realtà delle aule. "Un ragazzo che lavora 60 ore a settimana per 900 euro e dice che gli piace. Una donna a cui al colloquio chiedono se è sposata e ha figli, e che ringrazia per una settimana di prova senza contratto. Non è cronaca", dichiara Piccolotti riprendendo i casi documentati da Fanpage.it, "sono esercizi di un manuale di italiano per stranieri usato nei corsi di alfabetizzazione. Il governo minaccia sanzioni per chi non impara la lingua, ma nessuno ha davvero intenzione di investire sull’istruzione come forma di emancipazione".
L'interrogazione è indirizzata direttamente a due ministeri chiave: quello dell'Istruzione, guidato da Giuseppe Valditara, e quello del Lavoro, affidato a Marina Elvira Calderone (definita da Piccolotti "la ministra fantasma"). L'obiettivo è chiedere conto all'esecutivo Meloni di come sia possibile tollerare l'adozione di testi che, di fatto, preparano i nuovi cittadini ad accettare passivamente un mercato del lavoro irregolare e discriminatorio.
"Da Don Milani in poi abbiamo sostenuto che istruirsi e conoscere la lingua dei datori di lavoro deve anche significare imparare a conoscere i propri diritti", prosegue la deputata di AVS. "In alcuni manuali, invece, sembra che l'italiano per stranieri diventi la grammatica dello sfruttamento e del caporalato: si impara a dire grazie, non a riconoscere le violazioni delle norme sul lavoro".
L'emergenza dei Cpia: 31mila persone in lista d'attesa
L'iniziativa politica non si ferma però solo ai contenuti editoriali dei libri ultra-economici (spesso scelti proprio per sopperire alla mancanza di fondi delle scuole), ma allarga il campo all'emergenza strutturale dei CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti). Oltre a studiare su testi che descrivono lo sfruttamento come un'opportunità di cui essere grati, il paradosso è che decine di migliaia di persone non riescono nemmeno ad accedere alle aule. "Ci sono 31mila adulti, molti migranti, in lista d’attesa che non riescono a trovare posto nei CPIA", denuncia Piccolotti. "Sono persone che vogliono imparare l’italiano e conseguire un titolo di studio, ma non riescono a farlo per una insufficiente offerta didattica".
La richiesta formale di Alleanza Verdi e Sinistra ai due ministri è quindi duplice: da un lato garantire realmente il diritto all'istruzione investendo fondi per azzerare le liste d'attesa, rendendo inefficace la narrazione di chi "non vuole integrarsi"; dall'altro, intervenire affinché i manuali adottati nei corsi finanziati dallo Stato o dagli enti locali vengano adeguati per educare alla legalità, insegnando agli studenti a conoscere i diritti dei lavoratori, e non ad abbassare la testa.