Autovelox, come scoprire se la multa è nulla e cosa cambierà con il decreto che il governo sta preparando

Si trascina ormai da anni il caos legale che riguarda gli autovelox in Italia. I tentativi di risolverlo continuano a sommarsi. Ora, però, dovrebbero mancare poche settimane a un'effettiva svolta. Per il momento resta in vigore un principio: se si riceve una multa per eccesso di velocità, ma il dispositivo che l'ha misurata non è nell'elenco ufficiale del ministero, allora si può fare ricorso perché la sanzione non è valida.
Il problema è che, mentre secondo alcune stime non ufficiali in Italia ci sarebbero circa 11mila autovelox, nell'elenco di quelli ufficiali ce ne sono appena 3.800. Alla base delle contestazioni c'è la differenza tra i dispositivi "approvati" e quelli "omologati": perché la multa sia valida devono essere "omologati", perché moltissimi sono solamente "approvati". Nei prossimi mesi dovrebbe arrivare il decreto atteso già da marzo dello scorso anno e poi bloccato, che dovrebbe dare più chiarezza e stabilire una volta per tutte chi è a norma e chi no.
Come controllare se la multa da autovelox è valida e fare ricorso
Ad oggi, quando arriva una multa per eccesso di velocità conviene seguire alcuni passaggi. Innanzitutto verificare che sia stata inviata in tempo (massimo 90 giorni dall'infrazione). E poi controllare i dati precisi che vengono riportati.
Insieme al luogo, la data e l'orario, la multa riporta anche il modo in cui è stato misurato l'eccesso di velocità. Se si tratta di un autovelox, ci deve essere anche il numero di matricola e l'omologazione. Qui può scattare la verifica. L'apparecchio deve essere presente in questo elenco, quello stilato dal ministero dei Trasporti chiamando in causa tutti i Comuni e lanciato lo scorso anno.
Se c'è, allora restano pochi appigli per contestare la multa; contestare la multa ha comunque senso se si tratta di un autovelox vecchio (risalente a prima del 2017), che quindi potrebbe non essere omologato secondo le norme attuali. Se invece l'autovelox non risulta proprio nell'elenco significa che non è a norma. Perciò, si apre la possibilità del ricorso.
Non è detto che la multa riporti i dati identificativi dell'autovelox in questione, anche se per legge dovrebbe. In questo caso diventa necessario fare un'istanza di accesso alla polizia o comunque all'ente che ha firmato la multa. La risposta deve arrivare entro trenta giorni, e se questa scadenza non viene rispettata diventa nuovamente possibile contestare la multa.
Una premessa: si può fare ricorso solo se non si paga la sanzione. La contestazione si può presentare al prefetto entro sessanta giorni. Se il ricorso viene respinto la multa da pagare vale almeno il doppio, ma si può ancora fare appello al giudice di pace. Oppure si può contestare la multa direttamente al giudice di pace, entro trenta giorni dal momento in cui arriva. Quest'ultima procedura ha un costo che può andare da poco meno di 100 a oltre 200 euro, e può essere complessa se non si ha l'assistenza di un legale. Dopo il giudice di pace si va direttamente al Tribunale civile.
Il ministero dei Trasporti prepara un nuovo decreto: cosa cambia
Come detto, ad oggi moltissimi autovelox sono di fatto irregolari. Il ministero dei Trasporti ha fatto sapere alla Stampa che "poco più di mille" dispositivi rispettano i requisiti di omologazione che presto verranno adottati, con il nuovo decreto. Si tratterebbe, per la precisione, di 1.282 autovelox. Gli altri dovrebbero essere spenti oppure aggiornati.
Il decreto in questione è sostanzialmente lo stesso su cui il Mit aveva lavorato già a marzo dello scorso anno, e che poi era stato ritirato. Ora dovrebbe essere pronto per il via libera. Potrebbe arrivare già a fine maggio, oppure durante l'estate in caso di nuovi slittamenti.
Cosa succederebbe a quel punto? A grandi linee, tutti gli autovelox fatti con modelli che sono stati approvati dal 2017 in avanti dovrebbero essere considerati omologati automaticamente. Insomma, si tratterebbe di una ‘sanatoria' per i dispositivi più nuovi. E quelli che risalgono a più di dieci anni fa? Sarebbero a rischio irregolarità. Sono ancora da capire tutti i passaggi pratici: gli autovelox andranno spenti immediatamente o ci sarà un periodo di transizione per adeguarsi? Cosa succederà ai Comuni che dovessero mantenere attivi degli autovelox non a norma, visto che per i cittadini fare ricorso può essere complicato? Le risposte arriveranno nei prossimi mesi.