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Archiviato l’ultimo procedimento a carico di Speranza per la vicenda dei vaccini anti-Covid

Il tribunale dei ministri di Roma ha archiviato l’ultimo procedimento a carico dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza, che si era aperto a seguito di alcune denunce relative alla campagna di vaccinazione anti Covid.
A cura di Annalisa Cangemi
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È stato archiviato dal tribunale dei ministri di Roma ha archiviato l'ultimo procedimento a carico dell’ex Ministro della Salute Roberto Speranza, che si era aperto a seguito di alcune denunce relative alla campagna di vaccinazione.

"Nell’ordinanza, in sintonia con quanto già affermato nella richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica, viene riconosciuta la correttezza della condotta di Speranza volta esclusivamente alla difesa dell’interesse pubblico e del diritto alla salute dei cittadini", ha fatto sapere in una nota stampa l'avvocato Danilo Leva, legale dell'ex ministro della Salute Roberto Speranza.

A fine novembre lo stesso legale aveva fatto sapere che gli atti erano stati inoltrati al competente tribunale dei ministri con contestuale richiesta di archiviazione. L'indagine portata avanti dalla Procura di Roma, per reati connessi agli effetti avversi del vaccino anti-Covid, nasceva da un esposto presentato nel maggio scorso.

Il provvedimento di archiviazione del tribunale dei ministri, di una trentina di pagine, ruota attorno agli effetti dei vaccini nell'uomo, e verte sulle procedure di autorizzazione e quelle di acquisto delle dosi, che erano state denunciate da associazioni No vax e riprese anche da note trasmissioni televisive.

Lo scorso giugno l'ex ministro dei governi Conte bis e Draghi era stato già archiviato anche dal Tribunale dei ministri di Brescia dalle accuse della Procura di Bergamo nella maxi inchiesta per epidemia colposa sulle mancate zone rosse perché "non risulta che" Roberto Speranza "abbia indotto i dirigenti ministeriali a ritardare od omettere le azioni di sorveglianza epidemiologica, di sanità pubblica, di verifica delle dotazioni dei dispositivi medici e delle risorse necessarie a contrastare la diffusione virale" o "a curare i pazienti e, infine, di formazione del personale sanitario".

Le "omissioni e i ritardi", scrivevano i giudici, descritti dalla Procura di Bergamo "riguardano attività amministrative, distinte dalle funzioni ministeriali di indirizzo politico-amministrativo, di esclusiva pertinenza del Segretario generale del Ministero della Salute e delle Direzioni generali" e "non è stata ipotizzata e non è comunque ravvisabile negli atti di indagine compiuti, alcuna interferenza del Ministro nell'attività degli organi burocratici ai quali spettava la funzione di amministrazione attiva".

Speranza: "Ho sempre creduto che la libertà sarebbe emersa"

"‘Roberto Speranza ha agito, all'interno delle proprie prerogative istituzionali, per l'esclusivo fine di tutelare la salute collettiva della popolazione e giammai per fini individualistici, specialmente dolosi'. Con queste parole il Tribunale dei ministri di Roma ha archiviato l'ultimo procedimento giudiziario ancora aperto a mio carico. Ho sempre creduto che la verità sarebbe emersa. In una situazione difficilissima, ho dato tutto me stesso per salvare la vita delle persone, seguendo le indicazioni della comunità scientifica. Questa è stata la mia esclusiva priorità, come è giusto che sia per chi ha giurato sulla Costituzione come Ministro della Salute", si legge in un post di Roberto Speranza sui social.

"Ho vissuto giorni non facili – aggiunge l'ex ministro – anche per una vera e propria campagna d'odio, tuttora in corso, alimentata da alcuni organi di comunicazione. Oggi però voglio solo dire grazie dal profondo del cuore alle tante persone che mi hanno fatto sentire il loro sostegno".

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