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Anche Bankitalia boccia le stime del governo Meloni: nel 2024 il Pil crescerà solo dello 0,8%

Dopo il Fondo monetario internazionale, anche le stime di Bankitalia sono più contenute di quelle del governo Meloni: quest’anno il Pil aumenterà solo dello 0,7%, mentre nei prossimi due anni dello 0,8% e dell’1%. A influenzare l’economia sarà anche la guerra israelo-palestinese.
A cura di Andrea Miniutti
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Dopo il Fondo monetario internazionale, anche Bankitalia rivede al ribasso le proprie stime: come si legge nell'ultimo bollettino economico l'Italia crescerà solo dello 0,7% quest'anno, dello 0,8% nel 2024 e dell'1,0% nel 2025. Le previsioni dell'istituto vanno contro quello che il governo Meloni ha registrato nella Nadef, cioè che il Pil del nostro Paese sarebbe aumentato dello 0,8% nel 2023, del 1,2% nel 2024 e dell'1,4% nel 2025. Secondo l'istituto, a condizionare l'economia mondiale per i prossimi anni sarà ancora il rallentamento della Cina e del commercio mondiale, oltre che il peggioramento degli equilibri geopolitici internazionali.

L'Italia crescerà meno di quanto previsto dal governo

Gli effetti della frenata mondiale ed europea hanno colpito anche l'Italia. Il rallentamento del commercio mondiale ha avuto effetti negativi sulle esportazioni, mentre le politiche anti-inflazione – assieme un mercato del lavoro meno vivace – hanno raffreddato la domanda interna. Nel bimestre luglio-agosto non ci sono state variazioni nel numero di occupati e i margini di profitto hanno segnato un calo in tutti i settori.

A preoccupare è l'aumento dell'inflazione: dopo quasi un anno di decrescita continua, nel mese di settembre il rincaro dei carburanti ha inciso sul livello medio dei prezzi (5,7%, +0,2 punti rispetto ad agosto), anche se il dato è ben lontano dai picchi toccati durante il 2022 (a ottobre e novembre era al 12,6%). Secondo le stime di Bankitalia, grazie agli effetti della politica monetaria restrittiva della Bce l'inflazione nel nostro Paese dovrebbe scendere al 2,4% nel 2024 e all'1,9% nel 2025, dati più bassi della media europea, stimata rispettivamente al 3,2% e al 2,1%.

Per quanto riguarda il debito e il deficit italiani, gli obiettivi che il governo Meloni ha registrato nella Nadef sono rispettivamente del 140,2% e 5,3% in relazione al Pil per il 2023, con una progressiva diminuzione nei prossimi anni che dovrebbe portare nel 2026 ad avere un deficit del 2,9% e un debito del 139,6%. Tuttavia, questi dati si fondano su previsioni economiche più ottimistiche rispetto a quelle fatte dalla Banca d'Italia.

Secondo l'istituto, infine, nei prossimi anni la crescita del nostro Paese risentirà dei tassi di interesse alti e del commercio internazionale rallentato. Invece, avranno un effetto positivo i progetti del Pnrr e il fatto che le famiglie gradualmente recupereranno potere d'acquisto.

L'economia globale rallenterà anche a causa del conflitto israelo-palestinese

Il documento di Bankitalia sottolinea che questa revisione delle stime è dovuta principalmente alla frenata dell'economia cinese, causata dalla crisi immobiliare, e dal rallentamento del commercio mondiale, ma tiene anche conto degli effetti che potrà avere il conflitto nel Medio Oriente. Gli ultimi avvenimenti hanno già fatto salire nuovamente le quotazioni energetiche e, secondo l'istituto, avranno delle conseguenze anche sull'interscambio di merci. Tutto questo avrà delle ripercussioni sul Pil mondiale che, come ha già annunciato l'Fmi, anche il prossimo anno subirà una battuta di arresto.

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