Il termine Alto Adige resta anche nei documenti istituzionali della provincia di Bolzano. Dopo l'annuncio e le successive polemiche, infatti, la giunta provinciale di Bolzano ha deciso di fare un passo indietro e annullare gli effetti di una legge locale che disciplina la rappresentanza in Europa e che faceva sparire la denominazione Alto Adige dagli atti ufficiai dell’ufficio di rappresentanza dell'ente locale a Bruxelles. Del resto dopo le accese polemiche a livello nazionale, era stato lo stesso governatore Arno Kompatscher ad ammettere la svista, promettendo un rimedio appena possibile. La giunta ha deciso infine di creare una legge ad hoc per modificare l'articolo 1 della precedente norma e reintrodurre sugli atti ufficiali la voce Alto Adige al pari di quella tedesca Suedtirol che invece era rimasta.

La polemica infatti era nata perché nella legge sull'Ufficio di rappresentanza di Bruxelles, il testo italiano riportava il riferimento alla sola Provincia di Bolzano mentre nel testo tedesco si faceva riferimento ancora alla parola Suedtirol. "Si è trattato di un'incongruenza a cui abbiamo voluto porre rimedio nel più breve tempo possibile", ha spiegato il governatore Kompatscher, aggiungendo: "Ci tengo a ribadire che non si è mai voluta abolire la parola Alto Adige, che continuerà ad essere utilizzata come riferimento geografico al territorio, così come si utilizza Suedtirol nella forma tedesca. Quando ci si riferisce alle istituzioni, invece, è giusto parlare di Provincia di Bolzano in italiano e di Provinz Bozen in tedesco".

In precedenza lo stesso Kompatscher, aveva ammesso che c’è stata “effettivamente un'incongruenza nell'elaborazione dell'articolo di legge, in quanto in italiano si è utilizzato il termine Provincia di Bolzano, mentre nella versione tedesca è rimasto il termine Südtirol". "Nel dibattito che si è svolto in Consiglio ho fatto presente la questione e ho chiesto che in futuro vi sia un accordo tra i gruppi consiliari sul corretto utilizzo della terminologia" aveva sottolineato il governatore. Il disegno di legge, che conta un solo articolo approntato dalla giunta provinciale, dovrebbe essere esaminato e votato in consiglio provinciale a fine novembre e infine approvato senza troppi problemi.