Dopo 10 giorni in mare gli ultimi cinque migranti che si trovano a bordo della Alan Kurdi, la nave della ong tedesca Sea-Eye, verranno fatti sbarcare a Malta e di qui trasferiti in altri Paesi dell'Unione Europea. È quanto ha fatto sapere il governo maltese: "Due Paesi Ue prenderanno i migranti che si trovano a bordo. Dopo colloqui con la Commissione Europea, Malta ha deciso di partecipare ad una soluzione europea che sbloccasse l'impasse offrendo la possibilità dello sbarco". La nave aveva salvato 13 giovani che rischiavano di annegare.

Lo sblocco dello stallo era nell'aria già da ieri, quando una portavoce della Commissione Ue aveva annunciato che l'Europa si stava occupando dei ricollocamenti. I migranti raggiungeranno la costa a bordo di una nave della marina maltese. Malta ha reso noto di aver dato il proprio assenso dopo che la Sea-Eye ha acconsentito a lasciar cadere l'azione legale contro il governo della Valletta intentato presso una Corte maltese.

Dopo l'insediamento del governo Conte bis l'ong sperava che potesse essere annullato il divieto di ingresso in acque territoriali, che era stato emanato dal Viminale quando ancora era guidato da Matteo Salvini. Ma le cose non sono andate così, e la Sea Eye ha bacchettato l'Italia per non aver negato lo sbarco alla nave, per via del decreto Sicurezza bis, che è ancora in vigore: "L'Italia sfortunatamente è molto veloce quando si tratta di rifiutare l'aiuto ad Alan Kurdi", aveva scritto in un tweet l'organizzazione umanitaria che ha allegato la risposta del Centro di coordinamento per il salvataggio marittimo che ha negato l'autorizzazione a "entrare, transitare e fermarsi nelle acque territoriali italiane".

In una condizione di stallo è invece la Ocean Viking di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, che ha a bordo oltre 80 persone. Ieri notte i volontari hanno compiuto un altro salvataggio in mare questa notte nel Mediterraneo. A causa del rapido deterioramento delle condizioni meteo, 34 persone sono state, infatti, soccorse dalla barca a vela Josefa e poi trasferite sulla Ocean Viking. Sos Mediterranee Italia  ha spiegato che l'intervento si è resto necessario dopo che la situazione sulla imbarcazione soccorsa, di circa 14 metri, è diventata particolarmente difficile. Tra i 34 migranti recuperati ci sono anche una donna incinta e un bambino ora messi in sicurezza. Due giorni fa Ocean Viking aveva già salvato 50 migranti in acque internazionali al largo della Libia.

I 34 migranti provenienti dal veliero Jozefa e recuperati nel "mezzo di una tempesta la scorsa notte stanno ora riposando. Abbiamo ancora una volta chiesto un ‘place of safety' (un porto sicuro dove sbarcare) per le 84 persone soccorse a bordo", hanno fatto sapere le ong.