Il nuovo anno accademico inizierà di presenza. Con lezioni ed esami che si terranno di persona e non più attraverso la didattica a distanza. Ad assicurarlo è il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi. Per l’università, quindi, la ripresa avverrà in aula così come avverrà anche per le scuole italiane, con le lezioni che in questo secondo caso ripartiranno il 14 settembre. Manfredi, durante la conferenza stampa al termine dell’incontro con i rettori lombardi e con il presidente di Regione, Attilio Fontana, alla Statale di Milano, annuncia: “Il semestre del nuovo anno sarà un semestre prevalentemente in presenza”. Il ministro, in effetti, parla di un semestre “prevalentemente” in presenza, il che sembra voler dire che non tutte le attività si svolgeranno di persona e che la didattica a distanza sarà ancora un sistema a cui ricorrere in alcuni casi.

Ritorna università in presenza, ma rimane anche didattica a distanza

Manfredi prosegue, infatti, spiegando che “si continuerà anche con l’offerta didattica a distanza per garantire il diritto allo studio per chi non ha la possibilità di essere settembre. Però da settembre l’università garantirà formazione in presenza”. Per il ministro “il futuro significa riapertura delle attività in presenza delle università, riavere i nostri studenti nelle nostre aule”. Per il ministro è fondamentale il ritorno in “aula, nelle biblioteche e nei laboratori. L’università è un luogo di speranza, il futuro del Paese non può che partire dalle università”. Manfredi ha scelto Milano per la sua prima uscita in pubblico dopo l’emergenza Coronavirus, incontrando il sistema universitario regionale per discutere proprio di una “ripartenza in sicurezza”.

Università, arriva il decreto sulla no tax area

Oggi, intanto, è stato registrato alla Corte dei Conti e pubblicato sul sito del ministero dell’Università il decreto ‘No tax area’, con cui viene esteso l’esonero totale e parziale delle tasse universitarie per favorire il diritto allo studio. Con questo provvedimento si prevede che gli studenti non pagheranno le tasse se avranno Isee inferiore a 20mila euro. Mentre tra 20mila e 30mila euro di Isee si prevedono sconti significativi sull’importo delle tasse. Il decreto ha anche l’obiettivo di contenere il calo delle iscrizioni a causa dell’emergenza Covid e per questo motivo si prevedono singoli interventi delle università per provare a intercettare le famiglie con un calo di reddito improvviso, ma non certificato dall’Isee.