Con il ritorno a scuola cambierà, inevitabilmente, il trasporto pubblico locale. Dopo mesi di chiusura e di mancati spostamenti per gli studenti, da settembre si tornerà alla normalità. O quasi. Perché le regole saranno diverse rispetto a quelle pre-Covid, con mascherine obbligatorie sui mezzi e qualche altra novità. A partire dalla possibilità di installare parafiati laterali tra le sedute sia sui treni regionali che sui bus: così facendo si potrebbe derogare alla regola riguardanti il limite per il carico di passeggeri sui mezzi del trasporto pubblico locale. Più persone a bordo, quindi, ma distanziati dai parafiati. Per ora si tratta solo di un’ipotesi, emersa durante il tavolo tra Regioni, enti locali e governo, alla presenza dei ministri dei Trasporti, della Salute e degli Affari regionali, Paola De Micheli, Roberto Speranza e Francesco Boccia. L’ipotesi è contenuta nella bozza del documento condiviso durante l’incontro che passerà poi al vaglio del Comitato tecnico-scientifico, ma non prima del parere dell’Inail sul tema della sicurezza per i passeggeri a bordo.

Come viaggeranno gli scuolabus

Le novità non riguardano solo treni e autobus, ma anche gli scuolabus. Che potranno viaggiare con la capienza massima consentita “nel caso in cui la permanenza degli alunni nel mezzo non sia superiore ai 15 minuti”. Quindi, secondo quanto prevede l’allegato dell’ultimo dpcm riguardante il trasporto scolastico, gli scuolabus potranno viaggiare pieni se le distanze da percorrere saranno brevi. Inoltre si prevede una deroga alla distanza di un metro nel caso in cui sia “possibile l’allineamento verticale degli alunni su posti singoli e sia escluso il posizionamento cosiddetto faccia a faccia”. Tutti gli studenti, comunque, dovranno indossare la mascherina obbligatoria al momento della salita sul mezzo, se l’età è superiore ai sei anni.

Posti limitati e ritorno alla fase pre-Covid

Il ministro Boccia, intanto, fa sapere che a settembre il trasporto pubblico locale “tornerà alla fase pre-Covid”, assicurando che sono state stanziate tutte le risorse richieste dagli enti locali. La ministra De Micheli, invece, assicura che “c’è una grandissima condivisione degli obiettivi: da una parte massima garanzia di protezione della salute per chi va a scuola e al lavoro, e contemporaneamente dobbiamo garantire il diritto alla mobilità, consentendo di prendere mezzi con prezzi calmierati e che abbiano tutte le caratteristiche del trasporto pubblico locale”. Le Regioni, però, chiedono la possibilità di rivalutare l’obbligo di distanziamento di un metro, chiedendo di abolirlo mantenendo l’utilizzo delle mascherine. In sostanza, vogliono evitare la limitazione dei posti al 50% su tram, metro e autobus.