A Livorno nessuno vuole fare il sindaco, troppe preoccupazioni e poco stipendio

A cura di A. P.
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Da tempo il Pd cittadino sta cercando un candidato, ma non trova nessuno disposto a fare il sindaco.

Nella città di Livorno la poltrona di Sindaco non sembra un posto molto ambito. Nella città toscana infatti si fa molta fatica a trovare qualcuno disposto a candidarsi alla carica di Primo cittadino. Lo sanno bene quelli del Partito Democratico che, nonostante siano maggioranza in consiglio comunale, ancora non riescono a trovare un candidato definitivo dopo aver collezionato sei rifiuti tra rinunce e ritiri. Come racconta il Corriere della Sera, lo stesso Sindaco attuale, il medico oncologo Alessandro Cosimi, sembra voler abbandonare al più presto il peso e la responsabilità dell'incarico e, in un momento di estrema delusione, pare che abbia anche esclamato che "il mestiere di sindaco è un mestiere di m…". Dopo un assalto al consiglio comunale da parte di alcuni dimostranti, il Primo cittadino preso dagli eventi ha anche minacciato le dimissioni, poi rientrate. Visto l'andazzo sono stati molti i professionisti che hanno gentilmente declinato l'invito a candidarsi, tanto che il Pd è ancora indeciso se svolgere o meno le primarie.

Le numerose rinunce – Il primo rifiuto è arrivato dall’avvocato Giuseppe Angella, già amministratore delegato del Tirreno, seguito poi a ruota dal professor Emanuele Rossi, giurista e docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Dopo qualche settimana è stato invece il turno di Paolo Dario, professore di robotica alla Scuola Sant’Anna. Un rifiuto però che ha riguardato anche personaggi già da tempo in politica come l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, già sindaco di Rosignano Marittimo, e Luca Bussotti, ricercatore ed ex assessore. Tramontata anche la candidatura della renziana Nicoletta Batini, l'unico a rimanere ancora in corsa è Marco Ruggeri, capogruppo del Pd in regione. Secondo voci di corridoio anche Ruggeri avrebbe cercato di tirarsi fuori, ma poi avrebbe accettato per dovere istituzionale verso il partito. I motivi di così tanti rifiuti sono sicuramente da ricercare nella difficile situazione creata dalla crisi economica che sta inasprendo i rapporti con i cittadini, ma anche nello stipendio. Per molti professionisti, infatti, i 4mila euro al mese di stipendio per sobbarcarsi così tanti problemi sono troppo pochi.

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