Dopo il caso Open Arms, in queste ore si sta delineando un nuovo braccio di ferro tra una nave di una ong e le autorità italiane nelle nostre acque territoriali al largo della Sicilia. Dopo aver soccorso quasi cinquanta migranti da un barcone naufragato, infatti,  la nave Mare Jonio della Ong italiana Mediterranea Saving Humans si sta ora dirigendo verso le coste del nostro Paese nonostante il divieto di avvicinamento imposto da Roma. "I porti erano e rimangono chiusi" aveva fatto sapere Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini subito dopo la notizia del salvataggio nel Mediterraneo ma la nave ha proseguito sulla sua rotta disobbedendo anche a un ordine partito direttamente dalle motovedette della guardia di Finanza.

Alla nave, sulla quale si trovano anche alcuni feriti, infatti era stato negato via radio l'ingresso in acque italiane  ma il comandante ha deciso di disobbedire all'ordine per questioni di sicurezza, come ha rivelato Repubblica che ha un proprio inviato a bordo dell'imbarcazione. L'ordine di fermarsi e arrestare i motori è arrivato dal pattugliatore guardacoste "Paolini" della Guardia di finanza che ha intimato di non andare oltre. Il capitano della Mare Jonio però ha replicato che a bordo c'è pericolo di vita a causa delle condizioni meteo e del mare e che per questo la nave prosegue  fino a trovare riparo al largo di Lampedusa. "Abbiamo fatto presente che siamo in una situazione di emergenza con onde alte tre metri, 50 naufraghi a bordo oltre l'equipaggio. Dobbiamo mettere in sicurezza la vita delle persone per questo stiamo andando a ridossare verso l'isola di Lampedusa" ha ribadito anche il capo missione della Ong. Alla fine la Guardia Costiera ha deciso di autorizzare la nave e assegnargli un punto di fonda al largo dell'Isola ma senza possibilità di sbarcare, come era accaduto anche nei casi precedenti. Le Fiamme Gialle hanno deciso quindi di salire a bordo per una ispezione.

Sindaco Lampedusa: "Il porto è aperto"

"Possono essere curati, nutriti, vestiti, nutriti. Gli possiamo dare ogni genere di conforto ma in Italia con il mio permesso non mettono piede", ha ribadito Salvini, aggiungendo: ,"O interviene l’autorità giudiziaria o il ministero dell’Interno non indicherà nessun porto. È una nave dei centri sociali". Il vicepremier Luigi Di Maio invece si è affrettato ad assicurare che "non sarà un nuovo caso Diciotti", spiegando: "Stiamo verificando le condizioni delle persone a bordo, perché i salvataggi e le vite umane sono la nostra priorità. Questa ong da quello che sembra, ancora una volta, non ha rispettato le regole. La novità è che batte bandiera italiana e questo può essere un modo per far rispettare meglio le regole".  "E' stato autorizzato l'ancoraggio perché non entrano? Noi siamo qui e il porto resta aperto come sempre, non ci sono cannoni puntati" ha spiegato invece il sindaco di Lampedusa Totò Martello, aggiungendo: "So che la nuova circolare del ministro Salvini è stata trasmessa in nottata alle autorità, ma in mare non esistono le circolari. Se hai bisogno e se c'è bisogno io chiedo di entrare, insomma, mi devi fare entrare. E basta".