Zona rossa Rione Sanità, presidi di notte con l’Esercito. Un milione a 100 ragazzi per trovare lavoro

Arriva la Zona Rossa al Rione Sanità. Ci saranno controlli di polizia e carabinieri con presidi costanti anche di notte e pattuglie dell'Esercito, nell'ambito della missione Strade Sicure. Oltre a questo, in campo progetti per il recupero dei giovani che hanno lasciato la scuola dell'obbligo, per farli tornare sui banchi e aiutarli a trovare lavoro.
La decisione di istituire la Zona Rossa temporanea al Rione Sanità è arrivata da parte della Prefettura di Napoli, guidata dal Prefetto Michele Di Bari, che dopo il Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza di ieri. Una seconda zona rossa è stata istituita a Porta Nolana. Il rappresentante di Governo oggi ha tenuto un nuovo vertice con le istituzioni sulla questione del Rione Sanità. Qui, infatti, si è registrata una escalation di violenza negli ultimi mesi, con due giovani 20enni feriti a colpi di pistola solo domenica scorsa.
Controlli notturni e presidi dell'Esercito al Rione Sanità
Il decreto prefettizio con l'istituzione della zona rossa alla Sanità è previsto per oggi. Sarà in vigore fin da subito, per 3 mesi. Al vertice in Prefettura oggi hanno partecipato il presidente della III Municipalità Stella-San Carlo all'Arena, Fabio Greco, e il vicepresidente con delega alla sicurezza, Ciro Guida.
"Si è appena conclusa la riunione convocata dal Prefetto di Napoli per l’istituzione della zona rossa al Rione Sanità – spiega Fabio Greco, – Una misura straordinaria di sicurezza pubblica per contrastare microcriminalità e situazioni di pericolo, disposta dal Prefetto nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per il rafforzamento temporaneo dei poteri di controllo del territorio. Ci saranno controlli più intensi con il presidio anche notturno di polizia, carabinieri e talvolta militari. Controlli frequenti di persone e veicoli e Identificazione anche senza che vi sia un reato in atto. Le forze dell’ordine possono allontanare dal quartiere persone con precedenti penali e soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico. La misura sarà temporanea e potrà essere prorogata".
Un milione di euro per aiutare i ragazzi a tornare a scuola
"Abbiamo chiesto non solo più sicurezza – spiega Ciro Guida a Fanpage.it – ma anche finanziamenti mirati: uomini e donne ai servizi sociali, progetti che mirano allo sviluppo di lavoro. Nel frattempo, come III Municipalità, insieme all'assesorato alle politiche giovanili di Chiara Marciani, abbiamo recuperato 1,2 milioni di euro per finanziare il Progetto Piter: daremo la possibilità a 96 ragazzi che hanno lasciato gli studi di ricominciare e tornare sui banchi di scuola".
In che modo? "Tutte le scuole e i licei del territorio invieranno un elenco di 92 ragazzi, da 16 anni in su, che hanno lasciato la scuola dell'obbligo e sono spariti. Potranno tornare in classe, grazie a delle borse di studio. Sono previsti viaggi all'estero di istruzione, e formazione finalizzata a trovare lavoro. Le aziende terranno corsi di cucina e per diventare estetista o idraulico. Inoltre abbiamo chiesto alla prefettura risorse per tenere aperte le scuole e i teatri".