I sindacati chiedono più soldi per i vigili urbani di Napoli che lavorano in ufficio

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Oggi chi fa servizio in strada guadagna circa 350 euro lordi in più al mese, e per questo molti agenti anziani non chiedono il trasferimento.

Gli agenti di polizia municipale in servizio in strada guadagnano mediamente 350 euro in più rispetto agli altri colleghi. Sarebbe questa differenza sullo stipendio a pesare sulla scelta di molti agenti anziani di non chiedere trasferimenti in ufficio, dove si può arrivare di norma se si assolve il requisito dei 10 anni di servizio in strada e dove ad oggi si registra la presenza del personale più giovane. Ma adesso i sindacati chiedono equità di trattamento. Cgil Fp e Csa invocano incentivi anche per chi fa il lavoro impiegatizio. La città è piena di turisti, molte strade sono trafficate, mentre negli uffici i compiti della polizia locale si moltiplicano e diventano sempre più gravosi: indagini, ispezioni, contrato all'abusivismo.

Il Comando di Polizia Locale, infatti, ha avviato una indagine per capire quanti agenti con meno di 10 anni di anzianità siano in ufficio, non avendo ancora maturato i requisiti previsti dal regolamento. Una possibilità ammessa, comunque, nel caso ci sia penuria di personale in settori strategici che non possono restare sguarniti. In una lettera firmata da Vincenzo Selvaggio, Salvatore Guerriero e Roberto De Rosa (Fp Cgil) e Antonio D’Amato, Vincenzo Chiaiese e Vito Abbate (Csa), i sindacati auspicano "la costruzione di un impianto contrattuale maggiormente rispondente a tutte le competenze svolte, sia per la strada sia negli uffici".

I sindacati Cgil e Csa: "A chi va in strada 350 euro in più, non è equo"

Come viene argomentata la richiesta? "Occorre rendersi conto – scrivono – che le centinaia di procedure, comprese tutte quelle demandate dallo Stato, dalle Regioni e dalle Province, nonché da Prefettura e Questura ai Comuni, oggi sono svolte dalla Polizia locale; e che, lavoratori in strada o meno, tali attività d'ufficio devono essere obbligatoriamente svolte, a pena della decadenza dei termini prescrittivi e l'applicazione di sanzioni per danni all'erario del comune e dello Stato o, addirittura, di sanzioni di carattere penale da parte della Corte dei Conti o della Procura della Repubblica".

La Polizia Locale si occupa infatti di tantissime cose: l'accertamento delle violazioni stradali, la gestione dei sinistri stradali nel territorio di competenza, i servizi di regolazione del traffico e scorte, le attività di indagine di propria iniziativa o delegate dalla Procura della Repubblica per reati commessi sul territorio (abusivismo edilizio, reati ambientali, furti), il supporto al mantenimento dell'ordine pubblico, il controllo del territorio e la vigilanza sull'osservanza delle leggi dello Stato, l'esecuzione dei provvedimenti sanitari coattivi emanati dal Sindaco come autorità sanitaria locale, la notifica di atti per conto dell'Autorità Giudiziaria. Senza contare le verifiche su taxi, B&B, i posti di blocco in occasione delle partite del Napoli e dei grandi eventi.

A fronte di questo enorme carico di lavoro, però, sul piatto della bilancia il servizio in strada pesa sempre molto di più. "Il lavoro interno comporta una differenza stipendiale lorda sull'esterno pari a circa 350 euro mensili che, tolte da uno stipendio familiare comporta una stretta alla cinghia sul bilancio e la qualità della vita di una famiglia. Allora quale sarebbe l'interesse di lavorare in Ufficio rispetto a quello di lavorare in strada?". "Ciò che accade – scrivono Cgil e Csa – semplicemente, è che i posti in Ufficio devono essere coperti per rispondere alle innumerevoli istanze dei cittadini, mentre gli "anziani" che stanno in strada hanno la necessità di mantenere un adeguato bilancio familiare. E ci restano per il semplice motivo che il passaggio in ufficio, difatti, comporterebbe un pesante impoverimento familiare".

La proposta: "Incentivi anche per il lavoro d'ufficio"

Da qui, la proposta: "Creandosi quindi il vuoto impiegatizio in ufficio, chi può coprire le attività proprie di polizia (verifica, accertamento, fede pubblica) che un operatore "con maggiore esperienza ed anzianità" non vuole intraprendere per non impoverirsi? Una proposta che ci torna alla mente è già stata proposta all'amministrazione in sede di delegazione trattante, da 2 anni a questa parte (ma evidentemente non interessa la resa del servizio) ed è l'applicazione, a livello decentrato, dell'articolo 70-bis del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Funzioni Locali 2016/18 individuante le cosiddette "indennità condizioni di lavoro".

"La decisione di applicare tale istituto – concludono Cgil e Csa – già proposto alla Delegazione trattante in apposita piattaforma rivendicativa, potrebbe determinare quell'idonea diminuzione della forbice stipendiale atta a ripianare significativamente, il quantum che oggi si perde nel passaggio "lavoro esterno – lavoro interno" facendo sì che sia ristabilito l'equo rapporto professionale legato all'anzianità ed all'acquisizione della professionalità, potendo prevedere, qualora necessario, anche di mantenere all'interno, una quantità, seppur minima, di indispensabili giovani leve da impegnare, per qualità, nelle lavorazioni".

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