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Una donna ha trovato delle forbici chirurgiche nell’addome sette mesi dopo un’operazione di addominoplastica a Napoli

Se n’è accorta dopo una TAC, quando i dolori erano diventati insopportabili: il chirurgo le aveva detto che erano normali conseguenze dell’addominoplastica.
A cura di Nico Falco
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La tac che ha rivelato la presenza delle forbici nell’addome della donna
La tac che ha rivelato la presenza delle forbici nell’addome della donna

Dolori lancinanti che non accennavano a passare, una cura antibiotica che non ha sortito gli effetti sperati, alla fine la verità dalla Tac: a provocare quelle fitte era un paio di forbici, che i sanitari avevano dimenticato nel suo addome durante un'operazione di addominoplastica a cui si era sottoposta sette mesi prima. È la disavventura accaduta a una donna di 53 anni, nata a Casandrino, in provincia di Napoli, e residente nella provincia di Piacenza, che, una volta scoperto l'accaduto, ha sporto denuncia presso la Polizia di Stato; sarà assistita dalla fondazione "Domenico Caliendo".

L'intervento chirurgico è stato effettuato lo scorso 25 ottobre in una clinica napoletana ma, una volta dimessa e tornata a casa dei genitori, la donna aveva cominciato ad accusare dei forti dolori, malori e anche perdita di coscienza. Preoccupata, aveva chiamato il 118 e i medici le avevano subito consigliato di farsi ricoverare. Lei, però, aveva deciso di contattare di nuovo il chirurgo che l'aveva operata. Il professionista l'aveva tranquillizzata: quei malori, le aveva detto, non erano altro che i sintomi post operatori. Le aveva prescritto delle analisi, che avevano evidenziato una infezione, e quindi una cura antibiotica.

Nonostante i medicinali, però, le condizioni della paziente non erano migliorate e così il medico curante le aveva prescritto una Tac. L'esame diagnostico, eseguito lo scorso 7 maggio in un centro napoletano, aveva rivelato la presenza, su un lato dell'addome, di un oggetto metallico: un paio di forbici di tipo chirurgico. La dottoressa del centro, invece di indirizzare la donna verso il Pronto Soccorso più vicino, aveva contattato il chirurgo dell'operazione di ottobre, il quale aveva quindi chiamato la paziente per consigliarle l'asportazione dello strumento chirurgico nella stessa clinica dove era stata operata mesi prima.

"Ma io desistevo – scrive nella denuncia la 53enne – e decidevo di avvalermi dell'ospedale Fatebenefratelli". Secondo quanto riportato nella denuncia, la moglie del chirurgo avrebbe in più occasioni contattato la paziente per indurla a farsi operare nella clinica dove il marito aveva eseguito l'addominoplastica. La donna è assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi e riceverà supporto attraverso la fondazione nata in memoria del bimbo di due anni e mezzo deceduto dopo un trapianto di cuore fallito al Monaldi; l'operazione per la rimozione delle forbici è stata fissata per i prossimi giorni e il legale ha fatto sapere che presenterà una integrazione alla denuncia in relazione al comportamento della dipendente del centro diagnostico in cui era stata eseguita la tac.

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