Terremoto nel Salernitano, due scosse del Golfo di Policastro: la maggiore magnitudo 2.7

Terremoto nel Golfo di Policastro questa mattina, martedì 20 gennaio, a cavallo tra Campania, Basilicata e Calabria. Due scosse a distanza di circa 10 minuti l'una dall'altra. La prima, di magnitudo 2.7, attorno alle ore 6,33, la seconda di magnitudo 1.9 alle 6,43. I due sismi sono stati registrati dai sismografi dell'Ingv, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con epicentro attualmente stimato a mare, di fronte a Sapri, Maratea e Praia a Mare, ad una profondità di circa 10 chilometri ed a circa 19 chilometri di distanza da Tortora, Maratea e Praia a Mare. Non risultano danni a cose o persone.

Lo studio sui terremoti dell'Ingv
La zona del Golfo di Policastro è attentamente monitorata dall'Ingv, che ha prodotto nel corso degli anni una accurata mappatura, sia dal punto di vista storico degli eventi sismici registrati che della pericolosità. Nella mappa storica sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo maggiore o uguale a 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di oggi. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.

La mappa di pericolosità sismica, invece, mostra graficamente lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.