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Terremoto a Napoli, scossa sul Vesuvio alle 6,51 di oggi: epicentro nel Gran Cono

Scossa di terremoto sul Vesuvio alle ore 6,51 del 20 gennaio. Epicentro nel Gran Cono.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Il cratere del Vesuvio
Il cratere del Vesuvio

Una scossa di terremoto è stata registrata sul Vesuvio, questa mattina, martedì 20 gennaio, alle ore 6,51, dai sismografi dell'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il sisma ha avuto una magnitudo attualmente stimata di 1.6 e una profondità di circa 3 chilometri. L'epicentro è stato localizzato provvisoriamente nei pressi del Gran Cono, ad una profondità di circa 2,7 chilometri. A 5 km di distanza circa da Somma Vesuviana, Ottaviano, Massa di Somma e Sant'Anastasia. Al momento non si segnalano danni a cose o persone.

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Le cause dei terremoti sul Vesuvio spiegate dall'Ingv

Sul Vesuvio, il vulcano a sud di Napoli che domina l'area costiera partenopea, sono frequenti le scosse di terremoto. La situazione è attentamente monitorata dagli scienziati e al momento non ci sono particolari preoccupazioni. Il Vesuvio è un vulcano attivo, ma in stato di quiescenza e in stato di allerta verde, quello più basso, della Protezione Civile. Non c'è alcun rischio di eruzione imminente, insomma. Allora cosa causa i terremoti nella zona? Secondo l'Ingv, le scosse sarebbero determinate dall'abbassamento della caldera, che sta collassando su se stessa, ossia a causa della subsidenza. Un fenomeno inverso rispetto a quello del bradisismo dei Campi Flegrei, che ha tra i suoi effetti, invece, l'innalzamento del suolo, ad una velocità attualmente stimata di circa 2,5 centimetri al mese, oltre ai terremoti.

L'Osservatorio Vesuviano ha spiegato che i terremoti che si registrano sul Vesuvio non sono assolutamente collegati ai Campi Flegrei. I due vulcani sarebbero, infatti, sistemi separati. Il Vesuvio è un complesso vulcanico composto dal Monte Somma, la caldera più antica, e dal Vesuvio vero e proprio, con il caratteristico Gran Cono, nato all'interno della caldera, dopo l’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C. Dal 1944, dopo l'ultima eruzione, il vulcano è entrato in fase di quiescenza. Ad oggi si registra attività fumarolica e bassa sismicità. I terremoti avvengono quasi tutti a circa 1-2 chilometri di profondità. Il suolo sul Vesuvio si abbassa di circa 6 millimetri all'anno.

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