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Stefano Addeo, il prof del post contro la figlia di Meloni tenta di nuovo il suicidio: è in coma

Ad un anno di distanza, il prof di Marigliano ha ritentato il suicidio lanciandosi dal balcone di casa. Don Merola: “Abbandonato da tutti nel tritacarne social”
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Immagine di repertorio
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Stefano Addeo, il professore che scrisse un post choc contro la figlia di Giorgia Meloni, ha tentato di nuovo il suicidio. L'uomo, 61 anni, originario di Marigliano, si sarebbe lanciato dal balcone di casa ed è in gravi condizioni all'Ospedale del Mare di Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli. Un anno fa era finito al centro di un putiferio mediatico per un post in cui "si augurava" che alla figlia della presidente del Consiglio accadesse la stessa sorte di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa a sassate dall'ex fidanzato. Dopo essersi scusato pubblicamente in alcune interviste televisive e aver spiegato che quel post gli fosse stato suggerito dall'intelligenza artificiale, aveva tentato di uccidersi con una overdose di pillole già lo scorso anno. L'uomo è attualmente ricoverato in prognosi riservata all'Ospedale del Mare in gravi condizioni.

"Per lui non c'è stato perdono": così le parole di Don Luigi Merola, fondatore dell'associazione A Voce de Creature, che lo aveva sentito diverse volte a telefono negli ultimi mesi, spiegando che per lui, docente di scuola poi sospeso a seguito di procedimento disciplinare avviato a suo carico dall'Ufficio scolastico regionale della Campania, non c'è stata seconda possibilità, ma che anzi è stato "vittima di un mondo che corre troppo veloce, incapace di ascoltare le grida d'aiuto. Stefano viene da una famiglia estremamente cattolica ed anche la Chiesa è stata assente, è finito nel tritacarne di un sistema alimentato dai social in cui tutti puntano il dito. In lui c'è stata una grave debolezza, e l'ha pagata caramente".

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