Spari sulle pizzerie ai Tribunali, i Sibillo: “Se ci state intercettando, sono stati i Mazzarella”

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A cura di Nico Falco
I fori nella saracinesca della pizzeria Di Matteo dopo gli spari della scorsa notte.
In una telefonata intercettata dopo gli arresti scattati per le estorsioni alle pizzerie del centro di Napoli una donna, legata a un affiliato ai Sibillo, si sfoga al telefono: “se le guardie ci stanno sentendo”, dice, “a sparare sono stati i Mazzarella”. E poi aggiunge: “Tanto è solo un’estorsione, alle fine due o tre anni e esce”.

"Se le guardie ci stanno sentendo, è stato ‘o chiuov a sparare, e non loro. Hanno fatto intervenire le guardie (gli affiliati al clan rivale, ndr) e li hanno fatti arrestare! Hanno fatto il gioco loro!". In un appartamento del centro di Napoli una donna legata al clan Sibillo si sfoga con una parente. E sa che quella telefonata potrebbe essere intercettata. Anzi, forse lo spera. E ne approfitta per ribadire l'estraneità delle persone appena arrestate, accusando affiliati ai Mazzarella.

La vicenda è tra quelle ricostruite nell'ordinanza che si è tradotta, ieri, in 21 arresti tra le fila dei Sibillo. La telefonata intercettata è della mattinata del 9 marzo 2019, sono da poche ore scattati gli arresti per 4 persone, ritenute ai vertici del clan Sibillo. In manette erano finiti Giovanni Matteo detto "‘o pinguino" e Giovanni Ingenito "Barbalunga", ma anche quelli che avrebbero preso le redini del clan che prima era stato quello della "paranza dei bimbi", padri dei baby boss: Vincenzo Sibillo, detto ‘o Ninno, padre di Emanuele e Pasquale Sibillo, e Giosuè Napoletano, da cui il figlio Antonio aveva ereditato il soprannome di "Nannone". Tutti accusati di estorsione nei confronti delle pizzerie del centro storico, e a pochi giorni da un atto clamoroso: la notte del 25 febbraio la saracinesca della pizzeria Di Matteo era stata di proiettili.

"Lo hanno accusato di estorsione a Di Matteo",  dice la donna al telefono, che continua: "Il fatto che spararono nella pizzeria… che quelli sono stati quelle lote! E se le guardie ci stanno sentendo, è stato ‘o chiuovo a sparare, non loro!". La donna poi aggiunge che "hanno arrestato anche a ‘o chiuovo" e poi, tornando a parlare della situazione del parente arrestato, dice: "Tanto non è che lo hanno accusato di omicidio, alla fine è solo un'estorsione. Alla fine due o tre anni e esce".

Le indagini si erano concentrate sul gruppo Sibillo, considerato egemone nell'area a cavallo di via dei Tribunali, ma gli inquirenti avevano poi appurato che era in corso uno scontro tra la ormai ex "paranza dei bimbi", collegata ai Contini, e il gruppo guidato da Iodice Antonio, detto ‘o chiuovo, e Pietro Perez, invece collegato ai Mazzarella.

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