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Soldi falsi venduti su Telegram in tutta Europa in cambio di Bitcoin, la base ai Quartieri Spagnoli: 12 misure

Smantellata organizzazione che vendeva soldi falsi su Telegram col dropshipping in cambio di Bitcoin; eseguita una ordinanza per 12 indagati, sequestri per oltre mezzo milione di euro. Gli indagati traditi dalla passione per i videogiochi online.
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A cura di Nico Falco
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Si muovevano nel totale anonimato, ma a inchiodarli, questa volta, non sono state le intercettazioni: sono stati traditi dalla passione per i videogiochi online e dall'attività sui social, su cui usavano gli stessi nickname e pubblicavano proprie immagini che hanno permesso agli investigatori di trovare riscontri. Si chiude con un'ordinanza per 12 persone l'indagine denominata "Domino", su una associazione per delinquere, con base nei Quartieri Spagnoli, nel centro di Napoli, accusata di vendere banconote false attraverso un canale Telegram facendosi pagare in criptovalute.

Il provvedimento, emesso dal gip di Napoli, arriva al termine delle indagini coordinate dalla Procura ed è stato eseguito oggi, 25 maggio, dai militari della Sezione Criptovalute del Comando Antifalsificazione Monetaria, supportati dalle articolazioni territoriali dell'Arma dei Carabinieri.

I 12 indagati sono gravemente indiziati di appartenere ad una associazione per delinquere finalizzata all'acquisto e alla distribuzione di soldi falsi anche oltre il territorio nazionale e di autoriciclaggio; per 3 persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 5 gli arresti domiciliari, per 2 l'obbligo di dimora nel comune di residenza e per gli ultimi 2 l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente sono in corso perquisizioni finalizzate al sequestro, in forma diretta o per equivalente, degli strumenti informatici, dei canali telematici e di denaro, beni immobili e mobili fino alla somma di 536.880 euro.

Le indagini sono state avviate nel luglio 2022 e sono andate avanti fino al 2026. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l'organizzazione, la cui base operativa si trovava nei Quartieri Spagnoli, sfruttava un canale Telegram criptato denominato "ELREAL SHOP" (da oltre 700 iscritti) per pubblicizzare la vendita delle banconote false (in tagli da 20, 50 e 100 euro) in Italia e all'estero; si trattava sostanzialmente di intermediari: le transazioni si basavano sulla tecnologia blockchain e gli ordini venivano pagati esclusivamente in Bitcoin; gli organizzatori, a quel punto, commissionavano le spedizioni, che avvenivano secondo la logica del dropshipping, ovvero acquistando le banconote da un produttore o da un ulteriore fornitore e facendole inviare direttamente al cliente.

Gli accertamenti tecnici della Banca Centrale Europea hanno consentito di attribuire alla valuta falsa la classe di contraffazione "common class" perché circolava in diversi Paesi, ovvero Francia, Svizzera, Irlanda, Spagna e Germania; alle indagini hanno collaborato le autorità francesi, tedesche, spagnole e belghe, col supporto di Europol per il collegamento con le polizie estere interessate.

Nell'aprile 2026 l'epilogo dell'operazione: 12 arresti (di cui 10 in flagranza e due all'estero); 61 persone denunciate in stato di libertà per associazione per delinquere, falsificazione monetaria e autoriciclaggio; oltre 106mila euro in banconote false sequestrate, nascoste in decine di plichi pronti per la distribuzione.

Per arrivare all'identità degli indagati, gli inquirenti non hanno usato intercettazioni telefoniche o ambientali ma hanno coniugato i metodi tradizionali, come osservazione e pedinamento, con l'attività OSINT operativa (ricerca su fonti aperte online) e l'analisi forense finanziaria. Sono stati così tracciati oltre 410 wallet Bitcoin ed è stato ricostruito un giro di affari superiore al mezzo milione di euro tra luglio 2022 e dicembre 2023.

Il punto debole dell'organizzazione è stata l'attività su Internet degli indagati al di fuori del gruppo Telegram usato per la vendita dei soldi falsi: le persone riconducibili agli account "El Real Shop" e "@Eldiablo0301" sono state infatti individuate grazie alle tracce lasciate in altre attività, come i videogiochi online su console, per i quali hanno usato gli stessi nickname, o le foto pubblicate sui social network, nelle quali si potevano riconoscere ambienti domestici e luoghi. Altre identificazioni sono arrivate grazie ai tatuaggi e ad altri segni distintivi che si vedevano in alcuni video promozionali dei lotti di banconote contraffatte.

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