Sesso e soldi in cambio dei certificati agli immigrati, 119 indagati a Napoli nelle Municipalità II e III

Sesso e soldi in cambio di certificati per gli immigrati a Napoli: carte d'identità, cambi di residenza. Documenti utili per avere permessi di soggiorno e anche il reddito di cittadinanza. Una pratica poteva costare da 50 a 500 euro. Sono 119 gli indagati nella maxi-inchiesta della Procura di Napoli su corruzione e tangenti negli uffici anagrafe delle Municipalità II e III. Tra loro anche ex dipendenti comunali ed un consigliere della III Municipalità Stella-San Carlo all'Arena. Sotto i riflettori gli uffici di piazza Dante, in pieno centro storico, e di via Lieti a Capodimonte. L'inchiesta, a quanto apprende Fanpage.it, risalirebbe agli anni 2021-'22. Fascicolo affidato ai pm Ciro Capasso e Luigi Landolfi, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppina Loreto, con indagini delegate alla Polizia Locale e ai Carabinieri. In corso di notifica gli avvisi di chiusura indagini. L'ipotesi di reato va dall'associazione per delinquere finalizzata al falso, alla corruzione fino al favoreggiamento della immigrazione.
Si tratta di un vecchio filone di indagine, quindi, che, a quanto si apprende, sarebbe partito durante il periodo della pandemia Covid. I dipendenti degli uffici sotto monitoraggio sono stati già tutti spostati dal Comune di Napoli o sono andati nel frattempo in pensione. Ad oggi, confermano fonti dell'amministrazione a Fanpage.it, gli impiegati sono tutti nuovi o neo-assunti, mentre le procedure per i certificati anagrafici sono tutte informatizzate.
L'inchiesta della Procura sulle tangenti agli immigrati
Nelle indagini degli investigatori, diverse le anomalie balzate all'occhio, come la residenza nello stesso appartamento di pochi metri quadrati anche di 20 cittadini extracomunitari. Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno acquisito computer e documentazione informatica e si sono avvalsi anche di intercettazioni ambientali. Tra gli indagati risulterebbero un dipendente comunale 66enne di piazza Dante e un 68enne di via Lieti. Mentre un cittadino srilankese di 53 anni, all'epoca dei fatti residente nel Rione Sanità, si sarebbe premurato di procacciare gli immigrati le cui pratiche avevano bisogno di essere "agevolate". In pratica, gli impiegati avrebbero chiuso un occhio per farle passare.
Il 53enne cingalese sarebbe stato al vertice di due associazioni per delinquere, svolendo il ruolo di intermediario per conto degli immigrati extracomunitari. In cambio avrebbe ricevuto somme tra i 100 e i 500 euro a pratica. Nel giro di corruzione sarebbero caduti cittadini srilankesi, pachistani, rumeni e cinesi. Dubbio anche il ruolo di un caf gestito da immigrati che sarebbe stato utilizzato per alcune di queste pratiche. In alcuni casi, circa 4, un funzionario comunale avrebbe ricevuto prestazioni sessuali da alcune donne che necessitavano di documenti anagrafici. Tutti gli indagati avranno modo di chiarire la propria posizione nel prosieguo delle indagini.
La Cgil: "Inquietante inchiesta"
Sulla vicenda interviene la segreteria Cgil Napoli e Campania, che definisce "inquietante" il vaso scoperchiato dalla Procura sulle tangenti agli immigrati: "Conferma l’esistenza e il perdurare di un fenomeno criminale che coinvolge diversi livelli, compreso quello politico ed amministrativo". "Soldi e, in alcuni casi, anche prestazioni sessuali – aggiunge – per vedersi riconoscere un diritto come quello ad ottenere documenti d’identità o certificati di residenza: un traguardo magari raggiunto dopo un lungo calvario per ottenere permessi di soggiorno, visti o nulla osta. In Campania, come si evince dall’ultima indagine della campagna ‘Ero Straniero', a fronte di 6.295 quote stabilite nel 2025 dal Decreto Flussi, sono pervenute 40mila domande, sono stati rilasciati poco più di 1.300 nulla osta, 927 visti e appena 118 permessi di soggiorno richiesti, con un tasso di successo di appena 1,88%. Una percentuale di successo che scende allo 0,32% in provincia di Napoli dove, a fronte di 1.859 quote stabilite, si registrano oltre la metà delle domande complessive (20mila) pervenute, con appena 306 nulla osta rilasciati, 180 visti rilasciati e appena 6 permessi di soggiorno".
Secondo la Cgil, questi numeri "dimostrano in modo cristallino le difficoltà che migliaia di cittadini extracomunitari presenti sul nostro territorio incontrano quotidianamente nella disperata ricerca di emergere da una condizione di invisibilità e illegalità, costringendoli a finire nelle mani di intermediari, spesso connazionali come evidenziato anche da questa inchiesta, che approfittano della condizione di fragilità per sfruttarli anche sul piano occupazionale ed abitativo. Alla luce degli ultimi avvenimenti – conclude la Cgil Napoli e Campania – diventa sempre più urgente che le istituzioni ascoltino, come abbiamo più volte richiesto, questo grido di allarme e si passi alla soluzione dei problemi creati ai tanti cittadini stranieri rimasti vittime di truffa, dando loro la possibilità di emergere da condizioni di invisibilità, attraverso il rilascio dei permessi di soggiorno".