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Scavi di Pompei, scoperta l’identità di una vittima dell’eruzione: era un medico, scappava insieme ai suoi strumenti

I nuovi studi nel cosiddetto Orto dei Fuggiaschi del Parco Archeologico di Pompei hanno svelato l’identità di una delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo.
A cura di Valerio Papadia
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Gli Scavi di Pompei non smettono mai di sorprendere e continuano a regalare scoperte sull'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo che distrusse l'allora colonia romana, seppellendola sotto la cenere. L'ultima scoperta, in ordine di tempo, è quella rivelata oggi, venerdì 15 maggio, dal Parco Archeologico di Pompei: a distanza di oltre 60 anni dal primo scavo nel cosiddetto Orto dei Fuggiaschi, è stata individuata l'identità di una delle vittime ivi ritrovate. Si tratta di un medico, sorpreso come tutti i pompeiani dall'eruzione del vulcano partenopeo e trovato mentre stava cercando di scappare con quelli che, con ogni probabilità, erano i suoi strumenti del mestiere.

La scoperta è stata resa possibile dal recente studio di un piccolo astuccio, rinvenuto in un calco umano portato alla luce durante gli scavi all'Orto dei Fuggiaschi diretti da Amedeo Maiuri nel 1961. Le recenti analisi hanno così permesso di scoprire una cassettina in materiale organico con elementi metallici, una borsa in tessuto con monete in bronzo e argento e tutta una serie di strumenti compatibili con un set medico. Ulteriori analisi diagnostiche, condotte con radiografie e tomografie presso la Casa di Cura Maria Rosaria di Pompei, hanno rivelato all'intero dell'astuccio una piccola lastra in ardesia, utilizzata per la preparazione di medicinali e cosmetici, nonché piccoli oggetti metallici compatibili con degli strumenti chirurgici.

"Già duemila anni fa, c'era chi il medico non lo faceva, limitatamente agli orari di ricevimento, ma semplicemente lo era, in ogni momento, finanche nel momento della fuga dall'eruzione, vanificata dalla nube piroclastica che colse il gruppo di fuggiaschi che tentavano di uscire dalla città attraverso Porta Nocera" ha dichiarato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei. "Quest'uomo ha portato i suoi strumenti con sé – ha detto ancora il direttore degli Scavi – per essere pronto a ricostruirsi una vita altrove, grazie alla sua professione, ma forse anche per aiutare altri. Dedichiamo questa piccola ma significativa scoperta a tutte le donne e gli uomini che oggi continuano a svolgere questo mestiere con un altissimo senso di responsabilità e servizio alla comunità".

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