La Regione Campania studia la riforma dello statuto di Scabec per un nuovo manager

Qualche giorno fa, quando Roberto Fico elencava compiaciuto i curriculum dei nuovi amministratori del suo corso – il curatore d'arte Eugenio Viola nuovo direttore del Museo Madre, l'ingegnere Pietro Diamantini alla Circumvesuviana, l'astrofisico Giovanni Covone presidente di Città della Scienza – confermava una modalità che sarà propagata man mano a tutte le aziende partecipate dalla Regione Campania. Ora all'orizzonte c'è Scabec, acronimo di Società Campana Beni Culturali, società in house impegnata nella promozione del patrimonio culturale campano.
Dopo l'operazione portata avanti con la riforma dello statuto dell'Eav, Fico valuta di applicare lo stesso schema alla Scabec, cambiandone le regole. Del resto il governatore lo aveva già anticipato con una delibera di indirizzo: le partecipate regionali «saranno sempre più ad amministratore unico e senza CdA».
Oggi Scabec è guidata da Leo Annunziata, area Pd, collocato in quel posto da Vincenzo De Luca. Sul fronte Direttore generale la situazione è congelata: a gennaio Fico ha bloccato il rinnovo della figura, storicamente ricoperta da Luigi Riccio, per un «ulteriore approfondimento» sulla rispondenza al pubblico interesse della nomina.
Lo statuto attuale di Scabec ammette ancora l'alternativa tra amministratore unico e consiglio di tre membri (articolo 12), e rende il direttore generale sostanzialmente obbligatorio (articolo 16), con un'incompatibilità scritta solo verso il «consigliere di amministrazione». Se si volesse applicare il modello Eav, cosa che è attualmente allo studio – lo confermano a Fanpage fonti regionali – occorrerebbe eliminare il CdA, tenere solo amministratore unico, e rendere facoltativo il direttore generale con una clausola di incompatibilità con chi amministra per evitare doppio ruolo.
Cambiato lo statuto, via anche i manager: Leo Annunziata scade nel 2027. Docente di Filosofia, già sindaco di Poggiomarino nonché segretario regionale del Partito Democratico, la sua è una nomina squisitamente politica. Annunziata, nel caso in cui la situazione lo richiedesse, non dovrebbe aver problemi a fare un passo indietro. Fico ha intenzione di affidarsi anche in questo caso a professionalità del settore con un curriculum di livello.