Roberto Saviano è stato ricevuto al Comune di Napoli per la prima volta da quando ha scritto “Gomorra”

Il rapporto tra Napoli, alcune delle sue istituzioni e lo scrittore e sceneggiatore Roberto Saviano non è sempre stato facile e lineare. Ci sono stati anni, soprattutto quelli immediatamente successivi all'uscita di "Gomorra", l'opera di no-fiction che ha segnato la sua vita, in cui Saviano è stato al centro di polemiche feroci, accusato di fornire una immagine cupa e senza speranza della città. Stesso tipo di sentimento quando poi dal bestseller è stato prodotto un film, per la regia di Matteo Garrone e infine una fortunata serie tv in più stagioni per il network Sky.
In tutti questi anni, la prima edizione di "Gomorra" è uscita per Mondadori nel 2006, giusto vent'anni fa, Roberto Saviano non era mai stato invitato a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli né ricevuto da un sindaco della città. Oggi questa sorta di "tabù" è stato infranto: Gaetano Manfredi ha incontrato lo scrittore quarataseienne, da un ventennio anche sotto scorta a causa di minacce del clan dei Casalesi.
«Saviano non era mai stato al Comune. L'ho invitato a Palazzo San Giacomo anche alla luce delle sue recenti dichiarazioni sul rapporto con Napoli» ha affermato il sindaco Manfredi. Lo scrittore nelle numerose interviste di questi giorni ha spiegato che considerava "matrigna" la città, ora rinata, pur non risparmiando critiche all'overtourism di questi anni.
«È stato un incontro intenso e ricco di significato, un modo per portargli l'abbraccio della città. Ci siamo lasciati con un impegno importante – dice Manfredi dell'incontro con Saviano – lavorare insieme su progetti culturali e sociali per il nostro territorio. Siamo fortemente convinti che cultura e impegno civile possano fare la differenza. Roberto può darci una grande mano».

xt