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Pnrr, la Corte dei conti boccia il Comune di Napoli: sull’ex Opg gravi ritardi e incongruenze economiche

L’opera andrebbe consegnata entro il 30 giugno 2026, ma il ritardo è da bollino rosso. I giudici sottolineano anche “incongruenze” nel quadro economico fornito dal Comune di Napoli. L’inchiesta di Fanpage.it aveva mostrato i gravi ritardi dei progetti Pnrr.
A cura di Antonio Musella
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Il cantiere nell’ex Opg di Materdei
Il cantiere nell’ex Opg di Materdei

L'inchiesta di Fanpage.it sui fondi del Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, ha mostrato i ritardi molto gravi di alcuni dei cantieri dei progetti attivi a Napoli, che vedono l'amministrazione comunale come soggetto attuatore. Il limite temporale e improrogabile per la consegna delle opere a valere sui fondi Pnrr è il 30 giugno del 2026, ma come vi abbiamo mostrato, le opere sono tutt'altro che prossime alla consegna. Abbiamo preso in esame le opere di abbattimento e ricostruzione delle case del post terremoto di Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio, dei Bipiani di Ponticelli e del rione 25/80 di Chiaiano, ed anche il progetto di rigenerazione urbana che riguarda l'ex ospedale psichiatrico giudiziario di Materdei, oggi centro sociale "Ex Opg Je so pazzo". Tutte queste opere registrano dei clamorosi ritardi che rendono improbabile la consegna delle opere entro il 30 giugno prossimo. Alcuni di questi progetti hanno anche altre fonti di finanziamento, ma la quota parte delle opere sostenuta dal Pnrr dovrà in ogni caso essere conclusa entro il 30 giugno. Se ciò non avvenisse non sarebbero erogate le ultime due tranche del finanziamento. Il Pnrr infatti procede per gradi, per ogni obiettivo raggiunto nel singolo cantiere viene erogata una tranche del finanziamento. Ma le ultime due sono legate alla consegna dell'opera. Sul caso dell'ex Opg la Corte dei conti ha concluso il procedimento di controllo verso il Comune di Napoli, bocciando pesantemente l'amministrazione Manfredi.

I magistrati: "Tempi non rispettati e incongruenze negli atti"

Il progetto per la riqualificazione dell'ex Opg vale 17 milioni di euro, interamente presi dal Pnrr. Questo vuol dire che in caso di mancata consegna dell'opera entro il 30 giugno 2026, e susseguente mancato pagamento delle ultime tranche, bisognerà trovare nuovi fondi per concludere l'opera e non lasciare la classica "cattedrale nel deserto". La riqualificazione prevede il continuo dello svolgimento delle attività del centro sociale, con ampi spazi pubblici, biblioteche, servizi sociali e ricreativi che farebbero dell'ex struttura carceraria un polo di eccellenza per le politiche sociali e le politiche giovanili della città. Ma entriamo nel merito. Basta farsi un giro dentro e fuori gli spazi dell'ex Opg per comprendere che la data di consegna del 30 giugno 2026 è una mera chimera. Ma leggendo il dispositivo della Corte dei conti, il cui procedimento di controllo si è concluso a febbraio 2026, emergono fatti decisamente gravi. I rilievi mossi dai magistrati contabili al Comune di Napoli sono addirittura undici. Innanzitutto la Corte rileva che secondo le relazioni del Comune, l'opera non è suddivisa in lotti, sebbene nei documenti relativi agli affidamenti si parla apertamente di "primo e secondo lotto di lavori".

Negli atti amministrativi di affidamento, alcuni lavori sarebbero secondo la relazione di controllo, "sovrapponibili", trattandosi di opere di pulizia e smaltimento dei rifiuti. Sulla tempistica del cantiere, la Corte dei conti registra: "Rilevanti ritardi nella fase della progettazione esecutiva, nonché la mancata conclusione del primo lotto di lavori e il mancato avvio, alla data della nota di riscontro, dei lavori relativi al secondo lotto". Ritardi molto gravi quindi, basta pensare che a febbraio 2026 non si era nemmeno concluso il primo lotto di lavori, con la consegna prevista appena quattro mesi dopo. Proprio rispetto ai tempi il Comune fa un pasticcio secondo la Corte dei conti, infatti nel sistema di controllo Regis viene indicata come data di consegna dei lavori il 30 settembre 2027 e come fine collaudo il 31 dicembre 2027, ignorando completamente la data prescritta dalla legge, ovvero il 30 giugno 2026 per la consegna dell'opera. A dicembre 2025 il Comune dichiarava uno stato di avanzamento economico al 5,8% del totale, ma i pagamento approvati ammontavano a zero euro. Cosa ancora più grave a dicembre 2025 sul sistema di controllo Regis: "non risulta finalizzata alcuna rendicontazione, la circostanza precluderebbe, secondo la normativa vigente, la possibilità di ricevere trasferimenti necessari a onorare gli impegni di pagamento e garantire il rispetto del cronoprogramma". Insomma leggendo le carte dei magistrati contabili sembrerebbe proprio che a Palazzo San Giacomo abbiano fatto un pasticcio clamoroso.

Il cantiere di Taverna del Ferro. Gli edifici previsti sarebbero 28. Ad oggi ce ne sono solo due.
Il cantiere di Taverna del Ferro. Gli edifici previsti sarebbero 28. Ad oggi ce ne sono solo due.

"Il cantiere è iniziato solo nel 2025"

Quando abbiamo realizzato l'inchiesta sui cantieri del Pnrr, avevamo chiesto agli attivisti del centro sociale "Ex Opg Je so pazzo" un loro racconto di come si erano evoluti i lavori del cantiere in questi anni. Ebbene ricordare che il Pnrr è stato definito nel 2021, quindi cinque anni fa. Da allora sono iniziate le procedure per la progettazione e cantierizzazione dell'opera. E proprio sui lavori di progettazione, quelli direttamente in campo agli enti attuatori, in questo caso il Comune di Napoli, che la Fondazione Open Polis, che ha istituito l'osservatorio nazionale sui fondi Pnrr, aveva già spiegato i gravissimi ritardi generali che si erano accumulati. "I lavori sono partiti a gennaio 2025" ci avevano raccontato gli attivisti, aggiungendo che il piano esecutivo dei lavori era stato approvato solo a settembre dello scorso anno. Come si può pensare di concludere un'opera in 17 mesi? D'altronde i cantieri hanno dei tempi tecnici che non sono differibili.

Questo vale per l'ex Opg come per tutte le altre opere, e pensiamo principalmente ai cantieri che prevedono l'abbattimento e ricostruzione, come quelli per dare case dignitose a chi ancora vive nelle abitazioni fatiscenti del post terremoto del 1980. Proprio per queste le opere di progettazione, aggiudicazione dei lavori, cantierizzazione e tutte le attività propedeutiche all'inizio dei cantieri del Pnrr dovevano essere svolte con rapidità, perché poi i tempi tecnici di realizzazione non sono accorciabili. Eppure dal Comune di Napoli sono arrivati solo toni trionfalistici fino ad ora sulle opere del Pnrr.

A Giugno del 2025 a Palazzo San Giacomo fu presentato il dossier dell‘osservatorio economico sui progetti del Pnrr, in cui fu presentata una relazione. Leggendo quel documento diffuso dal Comune di Napoli, che contiene molti dati interessanti come quelli sulla distribuzione sul territorio delle risorse, non vi è alcun accenno allo stato dei cantieri, nessun riferimento al rispetto delle tempistiche. Eppure già a giugno 2025 erano evidenti i ritardi nei "progetti bandiera" come le ha definite il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Ci chiediamo quindi come siano stati predisposti anche i meccanismi di autocontrollo messi in campo dall'amministrazione comunale, come l'Osservatorio economico. Clamoroso è il caso del progetto per la costruzione di nuovi alloggi per gli abitanti dei Bipiani di Ponticelli, e l'abbattimento dei prefabbricati del post terremoto del 1980. Sul sito del Comune di Napoli, sulla scheda progetto, compare la consegna delle prime opere addirittura nel 2025. Le immagini mostrate da Fanpage.it invece dimostrano che a marzo 2026, il cantiere era in una fase iniziale, sui tre edifici da realizzare, solo sul primo erano state fatte le fondamenta e si era all'inizio della costruzione dei piani superiori.

Il tema dell'autocontrollo sui progetti del Pnrr quindi resta tutto sul tavolo. Intanto la Corte dei conti prosegue con le iniziative di controllo sui singoli progetti, e dopo quello dell'ex Opg di Materdei, potrebbero arrivare gli esiti delle ispezioni sugli altri cantieri.

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