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Rischia un anno di carcere la turista salita sul tetto delle Terme negli Scavi di Pompei

Un anno di carcere e tremila euro di multa: rischio grosso la giovane turista salita sul tetto delle Terme all’interno degli scavi di Pompei per scattarsi un selfie. La giovane non è stata ancora identificata, ma nelle prossime ore potrebbe esserci la svolta: acquisite le immagini delle telecamere ed i registri d’ingresso.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Rischia grosso la giovane turista salita sul tetto delle antiche terme romane all'interno degli scavi di Pompei per scattarsi un selfie: un anno di carcere la pena prevista, oltre ad una multa di circa tremila euro. Per ora la giovane non è ancora stata identificata, ma gli inquirenti potrebbero arrivare alla sua identità in tempi brevissimi: i suoi vestiti, l'ingresso nominale nel parco e le telecamere di videosorveglianza sono elementi sufficienti per arrivare alla sua identificazione, che potrebbe arrivare entro le prossime 24-48 ore.

La vicenda ha fatto molto discutere: la giovane è salita sul tetto delle Terme di Pompei, costruite interno all'anno 80 avanti Cristo e sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, per scattarsi un selfie forse credendo di non essere vista. Ma alcuni turisti l'hanno invece notata, e l'hanno fotografata a loro volta mentre si immortalava in una foto. Un duplice rischio: quello che un edificio di oltre duemila anni potesse crollare e quello di farsi male a sua volta. Nessuna delle due ipotesi è però bastata a scoraggiarla dal suo proposito.

Furibonda anche l'amministrazione del Parco di Pompei, che fa sapere in una nota: "In seguito all'irresponsabile gesto della giovane turista salita sul tetto delle Terme Centrali di Pompei per scattare alcune foto personali, immortalata da un visitatore e riportata da alcuni giornali e social-web", si legge, "la Direzione del Parco Archeologico di Pompei, nello stigmatizzare l'atto incivile e pericoloso per la stessa persona e per la tutela del monumento, sottolinea che l'accesso alla coperture delle Terme è interdetto al pubblico con adeguata segnalazione, come avviene in tutti gli spazi archeologici chiusi al pubblico e secondo il Regolamento degli Scavi presente agli ingressi del Parco. Questo atto deplorevole invita ancor di più a rispettare le norme generali di visita al sito e il giusto distanziamento anti-Covid, anche in virtù delle ultime indicazioni governative". Oltre alla Sovrintendenza, anche i carabinieri hanno avviato le indagini: indaga la Procura di Torre Annunziata, competente per il territorio, che ha già fatto acquisire i dati e le immagini degli impianti di videosorveglianza oltre ai registri di accesso al museo. Per la giovane incosciente, dunque, è questione di ore prima che venga identificata.

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