Rischia un anno di carcere la turista salita sul tetto delle Terme negli Scavi di Pompei

Rischia grosso la giovane turista salita sul tetto delle antiche terme romane all'interno degli scavi di Pompei per scattarsi un selfie: un anno di carcere la pena prevista, oltre ad una multa di circa tremila euro. Per ora la giovane non è ancora stata identificata, ma gli inquirenti potrebbero arrivare alla sua identità in tempi brevissimi: i suoi vestiti, l'ingresso nominale nel parco e le telecamere di videosorveglianza sono elementi sufficienti per arrivare alla sua identificazione, che potrebbe arrivare entro le prossime 24-48 ore.
La vicenda ha fatto molto discutere: la giovane è salita sul tetto delle Terme di Pompei, costruite interno all'anno 80 avanti Cristo e sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, per scattarsi un selfie forse credendo di non essere vista. Ma alcuni turisti l'hanno invece notata, e l'hanno fotografata a loro volta mentre si immortalava in una foto. Un duplice rischio: quello che un edificio di oltre duemila anni potesse crollare e quello di farsi male a sua volta. Nessuna delle due ipotesi è però bastata a scoraggiarla dal suo proposito.
Furibonda anche l'amministrazione del Parco di Pompei, che fa sapere in una nota: "In seguito all'irresponsabile gesto della giovane turista salita sul tetto delle Terme Centrali di Pompei per scattare alcune foto personali, immortalata da un visitatore e riportata da alcuni giornali e social-web", si legge, "la Direzione del Parco Archeologico di Pompei, nello stigmatizzare l'atto incivile e pericoloso per la stessa persona e per la tutela del monumento, sottolinea che l'accesso alla coperture delle Terme è interdetto al pubblico con adeguata segnalazione, come avviene in tutti gli spazi archeologici chiusi al pubblico e secondo il Regolamento degli Scavi presente agli ingressi del Parco. Questo atto deplorevole invita ancor di più a rispettare le norme generali di visita al sito e il giusto distanziamento anti-Covid, anche in virtù delle ultime indicazioni governative". Oltre alla Sovrintendenza, anche i carabinieri hanno avviato le indagini: indaga la Procura di Torre Annunziata, competente per il territorio, che ha già fatto acquisire i dati e le immagini degli impianti di videosorveglianza oltre ai registri di accesso al museo. Per la giovane incosciente, dunque, è questione di ore prima che venga identificata.