Ragazzo ferito col machete a testa e corpo nella Villa comunale di Pomigliano, si costituisce 19enne

Ferito a colpi di machete a testa, gambe, braccia e pancia nella villa comunale in pieno centro a Pomigliano d'Arco. È finito così in rianimazione un ragazzo di 19 anni, vittima di una brutale aggressione avvenuta il 25 giugno scorso nel comune del Napoletano. Il giovane, a distanza di quasi un mese, è ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva e lotta per la vita. Per quell'episodio, adesso, si è costituito Francesco Pio Romano, suo coetaneo, uno dei due indagati dalla Procura di Nola per il tentato omicidio del 19enne – l'altro ha 23 anni. Romano si è presentato ieri sera, mercoledì 29 luglio, attorno alle 18, presso il carcere napoletano di Poggioreale, affiancato dal suo legale di fiducia, l'avvocato Fabrizio De Maio, del Foro di Lagonegro, per sottoporsi all'interrogatorio e fornire la propria versione dei fatti.
Arrestato anche un 23enne per l'aggressione a Pomigliano
L'altro indagato 23enne, invece, sempre assistito da De Maio, è stato arrestato ieri dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Acerra. Il giovane si sarebbe limitato a non intervenire. Entrambi gli indagati rispondono dell'accusa di tentato omicidio. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto e accertare le responsabilità degli indagati entrati in azione in sella a uno scooter con una terza persona.
Le indagini sono condotte dalla Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Nola. Gli investigatori avrebbero accertato che il 25 giugno scorso, il 19enne si trovava nella villa comunale di Pomigliano, quando sarebbe stato avvicinato da tre giovani in sella ad uno scooter. Uno di questi, armato di machete, l'avrebbe improvvisamente assalito, colpendolo ferocemente e ripetutamente in diverse parti del corpo. Sono state riscontrate lesioni, infatti, alla testa, ad un braccio, alle gambe e all'addome. Il ragazzo rimase gravemente ferito. Da allora, è ricoverato in ospedale in terapia intensiva e la prognosi non è mai stata sciolta, restando fino ad oggi riservata.
La lama utilizzata sarebbe stata lunga circa mezzo metro. È stata ritrovata nel corso dei rilievi eseguiti subito dopo l'aggressione e sequestrata. Sullo stesso posto, gli investigatori oltre al machete hanno trovato anche frammenti di tessuto umano. Segno della probabile violenza dei colpi inferti alla vittima.