Presidenza Fico in Regione Campania

Primari dei Pronto Soccorso della Campania convocati da Roberto Fico in Regione per parlare del sovraffollamento

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Capo cronaca Napoli
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La scheda della delibera del 2025 che fissa i tempi massimi d'attesa nei Ps campani
Anche quest’inverno si rischiano barelle nei pronto soccorso: il governatore convoca i primari per chiedere a che punto sono col dispositivo anti-sovraffollamento.

Il tema è semplice: fra poco, con l'impennata dei casi di influenza e l'avvento dell'inverno, i pronto soccorso si riempiranno di utenti. E per l'ennesimo anno si rischia il problema dell'affollamento con le barelle negli Obi, le osservazioni brevi intensive, i «lazzaretti» dei pronto soccorso napoletani e non solo. E dire che la Regione Campania aveva dato in sei mesi agli ospedali, con la delibera 37 del febbraio 2025, per mettere ordine. In che modo? Ogni azienda sanitaria, pubblica o privata accreditata, doveva dotarsi di un piano contro il sovraffollamento e di una struttura dedicata a gestire posti letto e dimissioni sette giorni su sette. Doveva anche rispettare tempi massimi di permanenza per i pazienti. Il termine è scaduto ad agosto 2025. Ora, oltre un anno dopo, il presidente Roberto Fico, che ha tenuto per sé la delega alla Sanità, ha convocato i 39 primari dell'emergenza, presente anche il direttore generale della struttura regionale Tutela Salute Ugo Trama. Motivo? Vuole sapere cosa sia cambiato davvero e cosa abbia impedito di cambiare il resto.

La delibera, che recepisce un accordo Stato-Regioni del 2019, fissa limiti precisi. Dalla presa in carico al triage non si dovrebbero passare più di otto ore in pronto soccorso. Chi viene trattenuto in osservazione breve, per completare esami e cure prima di decidere se tornare a casa o essere ricoverato, non dovrebbe superare le 44 ore complessive. L'atto, approvato durante la seconda legislatura di Vincenzo De Luca, aggiunge anche un divieto esplicito: l'osservazione breve non può e non deve diventare una sala d'attesa per chi aspetta un letto in reparto. Purtroppo foto e video che trapelano dalle Obi mostrano spesso questo purgatorio indecente nei momenti di "piena" del reparto. I dati allegati alla delibera mostrano quanto fosse lunga la strada. Nel 2023 l'osservazione breve esisteva solo in circa quattro pronto soccorso campani su dieci, e quattro pazienti su dieci ci restavano oltre le 24 ore.

I problemi emersi sono quelli di sempre: il meccanismo si inceppa e si trovano pazienti già visitati e destinati al reparto che restano per ore, a volte per giorni, sulle barelle nei corridoi, perché un letto non si libera. Così il PS si riempie, e diventa difficile tenere insieme i nuovi arrivi, i malati da stabilizzare, gli esami e l'assistenza a chi ha già concluso il percorso d'urgenza. Spesso finiscono occupate proprio le postazioni dell'osservazione breve, sottratte a chi ne avrebbe bisogno. Per questo il pronto soccorso non può risolvere il problema da solo: riguarda l'intero ospedale, dai posti letto alle dimissioni nei reparti, fino alla capacità del territorio di prendere in carico i pazienti una volta usciti. Ovviamente uno dei temi è anche quello del personale: turni pesanti, carichi di lavoro, burnout, aggressioni. Quando i pazienti si accumulano la pressione cresce, e diventa più difficile anche parlare con i familiari che aspettano notizie fuori. Fico ha portato al tavolo anche gli aumenti di stipendio al personale del Pronto Soccorso decisi dalla sua giunta, sbloccati dopo una prima fase di stallo che ha indispettito molto il governatore che al termine del confronto ha chiesto di realizzare una delegazione rappresentativa e ristretta per tenere aperto un tavolo, andando quindi anche oltre la prassi dei colloqui coi direttori sanitari di ospedali e Asl.

Ieri, poi, Fico ha poi incontrato a Palazzo Santa Lucia i sindaci di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese sulla riorganizzazione dei punti nascita: era la promessa fatta al consigliere regionale Gennaro Oliviero, deluchiano, che si era letteralmente incatenato per protesta in Consiglio regionale chiedendo attenzione sul tema. Nel corso della riunione è stato ribadito che «la tutela della salute e della sicurezza delle madri e dei nascituri rappresenta una priorità e che ogni scelta deve essere ispirata al rispetto di questo principio fondamentale e degli standard di sicurezza previsti». «Il tavolo verrà nei prossimi giorni nuovamente riconvocato»,  fa sapere una nota di Palazzo Santa Lucia.

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