Presidenza Fico in Regione Campania

I dipendenti della Regione Campania potranno seguire dei corsi per andare più d’accordo tra loro

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Capo cronaca Napoli
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Laboratori, ascolto e gestione dei conflitti: Palazzo Santa Lucia vuole migliorare il clima fra gli uffici.

La Regione Campania cerca una società esterna che aiuti i suoi dipendenti a lavorare meglio insieme. Con un decreto dirigenziale dell'Ufficio del Datore di Lavoro, la giunta regionale guidata da Roberto Fico ha dato il via a una gara per un «servizio di sviluppo organizzativo orientato al benessere organizzativo e al rafforzamento delle dinamiche relazionali». Detto in modo più semplice, si tratta di corsi, laboratori e momenti di ascolto per migliorare il clima negli uffici, gestire i conflitti e rendere più sereni i rapporti tra colleghi: direttori generali, dirigenti, funzionari di vario tipo e personale semplice. La spesa prevista è di 165mila euro, soldi spalmati sul 2027 e sul 2028.

All'origine c’è un obbligo di legge. Ogni datore di lavoro, pubblico o privato, deve valutare i rischi per la salute dei dipendenti, compreso lo stress lavoro-correlato. Proprio da queste rilevazioni interne è emerso un punto debole: la dimensione delle «relazioni», cioè la qualità del clima lavorativo, i conflitti e il modo in cui vengono gestite le tensioni negli uffici. La Regione spiega di aver già avviato in passato interventi su questo fronte, con risultati giudicati positivi, e di voler ora trasformarli in un programma stabile. L’iniziativa si aggancia agli obiettivi del Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028, che mette tra le priorità il benessere del personale e la qualità dell’ambiente di lavoro.

C'è in tal senso uno studio di Cgil-Fp, il sindacato maggiormente rappresentativo a Palazzo Santa Lucia, che ha sondato l'umore dei dipendenti regionali evidenziando numerose tensioni e problemi di vario tipo.

La platea è ampia: circa 4.200 persone, sparse nelle sedi di tutta la Campania con una forte concentrazione a Napoli, più gli uffici di rappresentanza di Roma e Bruxelles. Il capitolato fissa obiettivi minimi precisi. Ogni anno la società vincitrice dovrà organizzare almeno trenta edizioni di un percorso di base sulle competenze relazionali e comunicative, ciascuna di cinque giornate da quattro ore. Ci saranno poi percorsi riservati ai dirigenti, centrati sulla leadership e sulla gestione delle situazioni organizzative complesse. Un terzo filone servirà a formare figure interne di «facilitatori» dipendenti regionali che dovranno poi aiutare i colleghi a gestire le dinamiche di gruppo anche dopo la fine del contratto.

A tutto questo si aggiungono sessioni di confronto e ascolto almeno ogni quattro mesi, il monitoraggio del clima organizzativo e il collegamento con il SABeL, lo sportello di ascolto già attivo per i dipendenti regionali. Alla fine la società dovrà consegnare linee guida, strumenti operativi e report trimestrali sull’andamento del clima interno. Le attività si terranno soprattutto in presenza, perché secondo la Regione il confronto diretto è parte essenziale del lavoro sulle relazioni.

Partecipare non sarà obbligatorio per i dipendenti, salvo casi specifici decisi dall'amministrazione. Il documento insiste molto sulla riservatezza: quel che emerge nei gruppi e nei laboratori dovrà essere trattato solo in forma aggregata e anonima, senza che sia possibile risalire ai singoli partecipanti. Le parole chiave del modello che la Regione vuole costruire sono fiducia, responsabilità diffusa, inclusione e capacità di adattarsi ai cambiamenti. Peraltro questa decisione arriva in una fase particolare: sono iniziate le grandi manovre per cambiare l'intero organigramma regionale, a partire dai direttori generali.

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