Aeroporto di Napoli Capodichino chiuso un mese, l’Arpac misura l’inquinamento dell’aria senza aerei

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Capo cronaca Napoli
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Un laboratorio mobile misurerà gli inquinanti a San Pietro a Patierno per capire com’è l’aria con e senza gli aerei in atterraggio e decollo.

La differenza è stata palese fin da subito, ci sono gruppi social e chat whatsapp di condominio che ne parlano da giorni: ma che tranquillità, senza aerei che sorvolano a bassa quota la zona di Napoli Nord. Secondigliano, Capodichino, San Pietro a Patierno, solo per citare alcuni dei quartieri che maggiormente avvertono l'impatto della chiusura dell'aeroporto internazionale di Napoli, off-limits per un mese causa importanti lavori di adeguamento alla pista di atterraggio.

Una pausa che però sarà preludio ad una intensificazione? Molti lo temono, l'azienda gestore dello scalo, la Gesac, su questo argomento ha sempre preferito, tanto per usare gergo adeguato, «volare bassa»: evitare polemiche, evitare di esporsi, attutire sul nascere ogni eventuale dibattito pubblico, sulla stampa e nei luoghi deputati della politica.

Ora però che i napoletani «ascoltano il silenzio» e si rendono conto di quanto Capodichino, che negli ultimi anni ha intensificato all'inverosimile il suo traffico, sia impattante sulla loro qualità della vita, vogliono saperne di più. All'orizzonte c'è peraltro un masterplan siglato di recente fra Gesac, Comune di Napoli e Regione Campania per ampliare ulteriormente lo scalo, un piano mai presentato in Consiglio comunale e mai discusso con la cittadinanza dal sindaco Gaetano Manfredi e dal capo di Gesac Roberto Barbieri.

Intanto, proprio da un lavoro di un consigliere comunale, Pasquale Esposito, del Partito Democratico, è nata un'assemblea coi residenti della Settima Municipalità (Miano, Secondigliano e San Pietro a Patierno) e è arrivata la prima iniziativa: questo mese di chiusura causa lavori in corso sarà il periodo-finestra usato dall'Agenzia protezione ambientale, Arpac per misurare la qualità dell'aria e per capire quanto pesa lo scalo sull'inquinamento della periferia nord di Napoli.

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania lo mette nero su bianco in una nota che chiede la disponibilità di un sito nel quartiere per installare un laboratorio mobile. Lo stop dei voli all’aeroporto di Napoli-Capodichino, dal 1° al 30 novembre 2026, diventa per i tecnici l'occasione per una «campagna straordinaria di monitoraggio della qualità dell’aria».

Per l'Arpac quel silenzio sopra la pista ha un valore scientifico. Nella nota l'Agenzia scrive che la temporanea assenza del traffico aereo rappresenta «un'interessante opportunità per acquisire dati sulla qualità dell’aria in condizioni differenti da quelle ordinarie». Dati che, secondo il documento, potranno contribuire ad approfondire la valutazione dell’influenza delle attività aeroportuali sulle concentrazioni degli inquinanti atmosferici nelle aree circostanti. Il laboratorio mobile non lavorerà da solo. Le sue misurazioni andranno a integrare quelle della stazione fissa della rete regionale di monitoraggio, che si trova presso il Presidio ospedaliero San Giovanni Bosco, indicato nella nota come «già Nuovo Pellegrini». Per chi abita a San Pietro a Patierno la posta in gioco è concreta: per la prima volta l’aria del quartiere potrebbe essere misurata con e senza il traffico aereo, a pochi giorni di distanza, con le stesse centraline.

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